Giada Canino premiata a Roma: la danza contro il cyberbullismo

La 21enne atleta paralimpica, vicecampionessa mondiale di hip hop agli Special Olympics di Torino 2025, ha ricevuto il Premio nazionale “Fede, Speranza e Carità”. Dopo gli attacchi subiti sui social, ha trasformato la sua esperienza in una testimonianza di riscatto e inclusione

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Calolziocorte

Il 26 ottobre, alla Curia Latina, si è svolta la quinta edizione del Premio Nazionale “Fede, Speranza e Carità”, che ha riunito dieci persone dai percorsi di vita diversissimi, unite dal coraggio di trasformare la propria esperienza in testimonianza. Tra loro Giada Canino, 21 anni, ragazza con sindrome di Down e ipovedente, atleta paralimpica della danza.

Sul palco la sua storia è stata ripercorsa davanti a una platea di studenti. Vicecampionessa mondiale di hip hop agli Special Olympics di Torino 2025, dove ha conquistato la medaglia d’argento, Giada è anche campionessa europea nel latino americano e standard e campionessa italiana di hip hop. Risultati che raccontano disciplina, talento e grande preparazione atletica.

Nel 2023 è stata vittima di cyberbullismo sui social. Ha scelto di reagire con la danza, trasformando un’esperienza dolorosa in un percorso di forza e riscatto. Dalla sua vicenda è nato un libro, portato nelle scuole e nei Comuni come progetto di sensibilizzazione, ed è testimonial della Regione Lombardia nella lotta al bullismo. La sua storia, è stato ricordato, dimostra che lo sport è un diritto e uno strumento di inclusione: sport per tutti, nessuno escluso.

Il prossimo passo? Giada sogna di diventare maestra di ballo e insegnare ai bambini a danzare.

«Sono felicissimo di questo premio - ha commentato papà Elio - anche perché abbiamo conosciuto storie bellissime di ragazzi straordinari come Giada che hanno saputo reagire».

Con lei sono stati premiati, tra gli altri, Luca Abete di Striscia la Notizia, l’attore Edoardo Raoli, la nuotatrice paralimpica Domiziana Mecenate, Rosita Solano e Rosanna Scopelliti, impegnate contro violenza e mafie, Pietro Scarponi, che ha donato un rene, e il tenente colonnello Giuseppe Campoccio, Atleta Mondiale dell’Anno CISM 2024. Dieci storie diverse, una sola lezione: davanti alle difficoltà non bisogna mai smettere di cercare la strada per andare avanti.

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