Giallo in Lunigiana: trovato morto ingegnere originario di Olginate

Glauco Donadoni, 54 anni, è stato trovato senza vita a Villa di Panicale. La vittima era lo zio del giovane condannato per l’omicidio di Laura Ziliani.

Olginate

Prima le urla, poi il macabro rinvenimento sul terrazzo di casa del corpo senza vita – pare colpito da diversi fendenti di arma da taglio – di Glauco Donadoni, 54 anni, ingegnere originario di Olginate, residente a Villa di Panicale, frazione del comune di Licciana Nardi, in Toscana.

Delitto o suicidio? Sono numerosi i punti da chiarire intorno alla morte violenta dell’ingegnere olginatese, avvenuta nella serata di giovedì 12 febbraio, nella piccola frazione collinare nella Lunigiana. Un giallo che sta suscitando sgomento tanto nella zona toscana quanto nell’Olginatese, dove Donadoni era stimato e dove la notizia è giunta solo sabato, quando sono comparsi i necrologi, con l’annuncio del funerale celebrato sabato mattina nella parrocchiale di Licciana Nardi. Donadoni era lo zio di Mirto Milani, il giovane olginatese condannato all’ergastolo insieme a Paola e Silvia Zani per l’omicidio della madre delle due ragazze, Laura Ziliani, a Temù, in provincia di Brescia. Un delitto che aveva sconvolto l’opinione pubblica.

Glauco Donadoni, infatti, era fratello di Mirna Donadoni, madre di Mirto Milani.

La Procura di Massa Carrara, che ha dato il nullaosta per i funerali, ha aperto un fascicolo di inchiesta per fare luce su quello che appare come un vero giallo. Al momento si sa che Donadoni, che lavorava come ingegnere chimico per una grande società di La Spezia, la sera del 12 febbraio è stato trovato senza vita sul terrazzino da cui si accede alla porta dell’abitazione in cui risiedeva con la moglie , nel borgo rurale di Villa di Panicale. Erano passate le 20.30 quando qualcuno quella sera ha provveduto a lanciare l’allarme al «118». Pare che siano stati due residenti che si sono avvicinati all’abitazione, dopo aver sentito delle urla. Quando sono giunti sul posto hanno trovato il corpo esanime di Donadoni e gli stessi avrebbero raccontato di aver visto del sangue e un coltello.

Nel frattempo, sul posto sono giunti i soccorsi, con l’automedica di Aulla e un’ambulanza della Croce azzurra di Comano e i carabinieri della stazione di Licciana Nardi. Poi è rientrata a casa la moglie di Donadoni, anche lei originaria di Olginate, che di fronte alla drammatica scena che le si è presentata davanti agli occhi, ha accusato un malore ed è stata trasportata al pronto soccorso di Fivizzano. La donna ha poi raccontato di non essere stata in casa al momento dei fatti, in quanto uscita per recarsi a prelevare allo sportello bancomat.

Come detto, tanti i punti da chiarire. Non si esclude alcuna ipotesi e si indaga anche sulla possibilità di un gesto volontario. Per questo gli accertamenti effettuati sulle ferite rinvenute sul corpo, una pare anche sul collo, saranno fondamentali. Bisogna capire anche se l’olginatese si trovasse da solo sul terrazzo.

A Olginate, la tragica notizia è arrivata a distanza di diversi giorni, sollevando sgomento e commozione. Soprattutto Donadoni era molto conosciuto in paese, dove lo ricordano come un uomo dall’intelligenza superiore alla media. Poi i due coniugi si erano allontanati dal Lecchese da diversi anni, andando a vivere prima a La Spezia e poi in Toscana. Nella comunità di Villa di Panicale erano poi inseriti e attivi: Donadoni prestava opera di volontariato nella locale Pubblica assistenza e la moglie partecipava ai mercatini con le sue creazioni artigianali.

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