Il piazzale di Foppenico intitolato a Giuseppe Bovara

L’amministrazione comunale dedica all’architetto lecchese lo spazio accanto alla chiesa di San Michele, da lui progettata. Una quarantina di posti auto che diventano anche un’occasione per ricordare il contributo di Bovara alla storia e all’architettura del territorio

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Calolziocorte

Con una cerimonia pubblica, l’amministrazione comunale ha intitolato il piazzale accanto alla chiesa di San Michele all’architetto e ingegnere Giuseppe Bovara. Una scelta motivata dal fatto che fu proprio l’architetto lecchese e progettare l’edificio sacro di Foppenico, così come molte altre strutture del Lecchese.

«Quella di oggi - ha dichiarato il sindaco Marco Ghezzi - è solo una tappa di un percorso iniziato tempo fa. Un percorso attraverso il quale vogliamo intitolare strutture o luoghi del territorio a personaggi che vi sono vissuti». Nell’elenco va inserito padre David Maria Turoldo, a cui qualche mese fa è stato dedicato il parcheggio sopra al monastero del Lavello, Ettore Albertoni, a cui è stata intitolata la sala civica nella zona dell’interscambio ferroviario. A breve, ha annunciato Ghezzi, a Rado De Curte, sarà dedicato il rinnovato archivio comunale della città.

«Fino ad ora - ha precisato l’assessore Tina Balossi - è il primo cittadino di Calolziocorte di cui si abbia memoria storica». Quello dedicato a Bovara è un parcheggio con una quarantina di posti. Molto atteso dai residenti, ultimato all’inizio del 2025 e da un paio d’anni quindi disponibile per tutti quelli che abitano nei dintorni che prima faticavano a trovare posto per la propria auto.

Al discoprimento della targa ha partecipato anche Pietro Dettamanti, presidente dell’associazione Giuseppe Bovara di Lecco, che ha tratteggiato un ritratto dell’architetto lecchese autore del primo “piano regolatore” del Comune di Lecco ma anche di edifici come la chiesa parrocchiale di Lecco, il Teatro della Società e dell’ospedale, dove oggi ha sede il municipio del capoluogo.

«Bovara - ha ricordato Dettamanti - ha dato un impulso fondamentale a Lecco che, prima di lui, era solo un borgo e che solo dopo ha assunto l’aspetto di una città». Ha quindi ricordato il compito dell’associazione che vuole promuovere «studi sul territorio, tutelare opere d’arte e ambiente e stimolare iniziative nella scuola». Quando l’associazione venne fondata nel 1970, Bovara era un personaggio poco conosciuto.

A distanza di quasi sessant’anni, molti passi in avanti sono stati fatti. Oggi, infatti, l’importanza di Bovara è unanimemente conosciuta. Merito anche di Gianfranco Scotti e allo storico Angelo Borghi che lo hanno raccontato. Ieri è però toccato agli studenti dell’istituto Lorenzo Rota di Calolziocorte tratteggiare brevemente la vita e le opere dell’architetto ingegnere, autore, tra le altre cose, di molti edifici religiosi in Valle San Martino: dal santuario della Valletta di Somasca alla chiesa di Sant’Andrea a Villa d’Adda, dalla basilica di San Giacomo a Pontida alla chiesa parrocchiale di Vercurago, per finire, appunto, con la chiesa di San Michele a Foppenico.

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