Cronaca / Circondario
Mercoledì 03 Giugno 2026
Lecco, rapina in pieno giorno in via Cavour: aggredito 23enne
Quattro uomini hanno aggredito un 23enne in pieno giorno per rubargli il portafogli. Il giovane, spaventato, non si sente più sicuro. Indagini in corso
Lettura 2 min.Lecco
Un’altra aggressione, in pieno giorno, in pieno centro. Alla quale, ora, seguirà un altro ragazzo spaventato che non si sente più sicuro a passare in mezzo alla città, la sua città d’elezione, per lui che è malgratese.
È mercoledì 27 maggio e sono le 16.30 quando un ragazzo di 23 anni passa per via Cavour. Viene da Calolziocorte in treno dove ha terminato di lavorare e non vede l’ora, al termine di una giornata faticosa, di prendersi un gelato poco più sotto, rispetto a Piazza Diaz. Senza farci caso, come dovrebbe avvenire sempre, all’altezza dell’Hotel Moderno, estrae dal marsupio il suo portafogli per andarsi a prendere l’agognato gelato. Ma la “manovra” non passa inosservata: quattro ragazzi nordafricani, maghrebini, non giovanissimi, ma sui 25-30 anni, circondano il malcapitato e lo obbligano a recarsi nell’angolo di via Cavour tra la banca e la piadineria. Uno di loro brandisce una bottiglia di birra vuota. La frase è semplice quanto agghiacciante: «Dacci il portafoglio o ti spacchiamo questa bottiglia in testa». Il ragazzo, fortunatamente, non fa l’eroe: esegue. Consegna il portafogli senza opporre resistenza e i quattro, evidentemente soddisfatti, si allontanano verso la stazione. Nel portafogli una trentina di euro in contanti, l’abbonamento del treno, la carta d’identità e le tessere della squadra del cuore, il Lecco.
Ancora sotto shock per l’accaduto, il 23enne torna a casa a Malgrate, a piedi, e racconta tutto a sua mamma. A quel punto, avvisato il padre, la famiglia malgratese si reca praticamente subito dopo il fatto in Questura e denuncia il fatto. Non sono passate due ore, da quando la denuncia è formalizzata alla Polizia di stato. Naturalmente dei quattro nessuna traccia, per ora.
«Le è andata bene – gli dicono in Questura – Nessuno si è fatto male e il danno è poco rilevante». Una constatazione fattuale. Ma così, in realtà non è. Perché le conseguenze psicologiche ci sono. «Ora mio figlio ci chiede di accompagnarlo a Lecco. Non se la sente più di passare di là. Però non stiamo parlando della periferia di Lecco, stiamo parlando della zona che dalla stazione porta all’Isolago e dintorni, dove lui è solito passeggiare e prendersi il suo gelato. Ora dobbiamo accompagnarlo noi, dalla stazione di Lecco, dove arriva ogni pomeriggio, fino a casa. Passare dal centro di Lecco da solo per andare a casa a Malgrate? Non si fida più».
Forse il tempo lenirà le ferite che non si vedono. E il ragazzo ritroverà la tranquillità perduta. Ma via Cavour, dov’è avvenuto il fatto in pieno giorno, in pieno sole, è il “salotto buono” della città. Ed è “zona rossa”. Non può esserci un poliziotto per ogni pedone, per cui ci si chiede se i quattro aggressori siano stati o meno visti da qualcuno, se nessuno abbia avuto il coraggio di chiamare aiuto, se nessuno abbia voluto, se non intervenire, almeno interessarsi di quel ragazzo. Forse nessuno, semplicemente, si è accorto di nulla. Il che, al di là delle misure di sicurezza messe in campo, parla anche di una città che, a volte, non sa guardare, china com’è sul farsi i fatti propri, magari proprio per paura di correre gli stessi pericoli che hanno portato a questa rapina.
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