Cronaca / Circondario
Giovedì 29 Ottobre 2026
Lecco, sgominata la banda delle spaccate: furti per mezzo milione tra quattro province
Dodici furti e cinque episodi di ricettazione ricostruiti dai carabinieri dopo oltre un anno di indagini. Recuperati 350 chili di tabacchi per oltre 300mila euro. Dodici le misure cautelari disposte, nove quelle eseguite: nel gruppo anche donne incaricate di grattare i biglietti rubati e incassare le vincite.
Lettura 2 min.Lecco
Il colpo finiva quando i ladri uscivano dalla tabaccheria. Ma per trasformare la refurtiva in denaro serviva ancora qualcuno. C’erano le donne, mogli o sorelle di alcuni degli indagati, incaricate di grattare i tagliandi sottratti e riscuotere le eventuali vincite. C’erano gli uomini che cercavano le auto, quelli che studiavano gli obiettivi e quelli che entravano in azione. E, alla fine della catena, tre italiani residenti nel Milanese, accusati di ricettare i tabacchi. Un’organizzazione, dodici le misure cautelari disposte dal giudice delle indagini preliminari di Lecco, con mansioni separate, ricostruita dai carabinieri dopo oltre un anno di indagini. La prima tessera viene raccolta a Monticello Brianza, nel marzo 2025. Nella notte del 7 marzo, una tabaccheria viene assaltata con i martelli: non basta forzare una porta, viene abbattuta una porzione del muro per raggiungere la merce.
Le telecamere riprendono i ladri mentre entrano e devastano il locale. Le immagini, insieme agli accertamenti dei carabinieri della Compagnia di Merate, consentono di individuare l’automobile impiegata per il raid. È da quella vettura che gli investigatori cominciano a risalire ai componenti del gruppo. L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Lecco, diretta da Ezio Domenico Basso, allarga progressivamente il campo. I sospetti diventano una rete di persone, prevalentemente romene, alcune legate da rapporti familiari: fratelli, mariti e mogli. Non si tratta soltanto di trovare un esercizio da svaligiare. Prima occorre capire come entrarvi e come ridurre il rischio di essere ripresi. Gli investigatori ricostruiscono sopralluoghi effettuati fingendosi normali clienti, con l’attenzione rivolta alle telecamere, agli allarmi e agli accessi. In alcuni episodi sarebbe stato utilizzato uno spray per impedire le riprese degli impianti di videosorveglianza. Nel bilancio figurano dodici furti e cinque episodi di ricettazione, distribuiti tra le province di Lecco, Bergamo, Milano e Monza.
Dopo Monticello, il 22 marzo viene colpita una tabaccheria a Calolziocorte. Seguono altri episodi, anche in sale slot, tra cui quelli ricostruiti a Carate Brianza, Castello Brianza, Concorezzo, Veduggio, Cologno al Serio, Zibido San Giacomo e Monza, oltre a Milano. La refurtiva prendeva strade differenti. C’era un punto di raccolta nella Bergamasca: un garage a Verdello, utilizzato per custodire la merce sottratta. Il passaggio successivo conduceva a Cinisello Balsamo, dove una tabaccheria intestata a italiani sarebbe stata impiegata per la rivendita dei prodotti rubati. È qui che l’indagine incontra il versante della ricettazione, contestata a tre italiani del Milanese. La perquisizione ha portato al recupero di 350 chili di tabacchi (in parte nella Bergamasca) per un valore superiore a 300mila euro. Secondo la stima degli investigatori, il valore complessivo di denaro, beni, gratta e vinci e tabacchi sottratti in un anno si aggira sui 500mila euro. Resta il capitolo dei tagliandi. Le donne avrebbero provveduto a grattare quelli rubati e a incassare le vincite, facendo confluire il denaro nel circuito del gruppo. Un’attività diversa dalle spaccate, ma che, secondo l’ipotesi accusatoria, contribuiva a monetizzare il bottino. Due di loro sono ai domiciliari. Nove dei dodici destinatari delle misure sono accusati anche di associazione per delinquere: otto avrebbero precedenti specifici. Le ordinanze prevedono sei custodie cautelari in carcere, due arresti domiciliari e quattro misure non detentive, tra obblighi e divieti di dimora, sei i residenti nella Bergamasca. All’alba di ieri i carabinieri del comando provinciale di Lecco, con il supporto dei militari delle Compagnie di Monza, Treviglio, Pioltello e Sesto San Giovanni, ne hanno eseguite nove: quattro persone sono in carcere, due ai domiciliari e tre sottoposte all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Restano da rintracciare tre destinatari, due dei quali finiranno in carcere. L’effetto sorpresa, però, era già venuto meno. Gli indagati, una ventina in tutto, erano stati convocati per l’interrogatorio preventivo, previsto dalla legge prima della decisione del giudice. “Questo non vuol dire che sia stato l’effetto dell’interrogatorio preventivo a non farceli trovare- conclude il procuratore di Lecco Ezio Domenico Basso-. Sicuramente però queste persone sapevano che stavamo stringendo il cerchio su di loro”.
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