Operaio morto nella Monte Piazzo, i sindacati: «Dolore e rabbia, la sicurezza non può essere sacrificata»
Dopo la morte del giovane operaio di 27 anni nella galleria Monte Piazzo di Colico, FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil chiedono di accertare rapidamente le responsabilità e puntano il dito contro l’assenza di un protocollo di cantiere. Cordoglio anche dal consigliere provinciale delegato al Lavoro, Antonio Pasquini
Lettura 2 min.Colico
Dopo la tragedia costata la vita a un operaio di 27 anni nel cantiere della nuova galleria Monte Piazzo, lungo la Statale 36 a Colico, intervengono con una nota congiunta le segreterie lecchesi di FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil, che esprimono «profondo cordoglio e rabbia» per l’ennesimo incidente mortale sul lavoro e chiedono che vengano accertate rapidamente le responsabilità.
Le organizzazioni sindacali rivolgono innanzitutto la propria vicinanza alla famiglia del giovane lavoratore, deceduto nella notte tra lunedì e martedì in seguito al drammatico incidente avvenuto all’interno del cantiere della canna nord della galleria Monte Piazzo.
Nel comunicato viene ricostruita anche la posizione lavorativa del giovane. L’operaio, dipendente della AVM Srl di Milano, stava lavorando in distacco per la Crezza Srl di Gordona, impresa in subappalto alla Collini Srl di Civate, quando è stato travolto dal cedimento improvviso di una parte della struttura di contenimento.
«Un’altra vita spezzata in cantiere, un’altra morte inaccettabile», scrivono i sindacati, sottolineando come ogni infortunio mortale sul lavoro rappresenti «una sconfitta per l’intera società» e imponga una riflessione approfondita sul tema della sicurezza, a partire dalla gestione della filiera degli appalti e dei subappalti.
Le organizzazioni sindacali puntano inoltre l’attenzione sull’assenza di un protocollo di intesa di cantiere, definito «uno strumento fondamentale per integrare e rafforzare le tutele operative e i presidi di sicurezza a garanzia dei lavoratori». Una mancanza che, secondo FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil, rende ancora più grave quanto accaduto.
Da qui la richiesta di fare piena luce sull’incidente. «Chiediamo che si faccia chiarezza sulle cause dell’incidente mortale – scrivono – così da permettere all’autorità giudiziaria e ad Ats di accertare ed evidenziare con rapidità ogni eventuale responsabilità».
Nel documento i sindacati chiedono infine «un impegno concreto e straordinario» da parte di istituzioni e imprese affinché la sicurezza diventi «l’assoluta priorità in ogni cantiere», senza mai essere sacrificata «sull’altare dei tempi di consegna e del contenimento dei costi». «Il rispetto delle misure di prevenzione e protezione deve essere assoluto e privo di deroghe», concludono, ribadendo che il sindacato continuerà a mobilitarsi «per pretendere giustizia e fermare questa continua scia di sangue», ricordando che «la sicurezza nei luoghi di lavoro è un diritto fondamentale e non negoziabile».
Il cordoglio delle istituzioni
«Esprimiamo il più profondo cordoglio e la sincera vicinanza alla famiglia, agli amici e ai colleghi del giovane lavoratore che ha tragicamente perso la vita mentre era impegnato in un cantiere legato a un’opera pubblica di fondamentale importanza per il nostro territorio». Anche Antonio Pasquini, consigliere provinciale delegato al Lavoro, esprime cordoglio per la morte del 27enne.
«Di fronte a vicende come questa, il nostro pensiero va innanzitutto alla persona e ai suoi cari, colpiti da una perdita incolmabile. In un momento di così grande dolore resta il rammarico per una vita spezzata troppo presto.
Questa tragedia ci richiama ancora una volta alla necessità di non abbassare mai la guardia sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. La tutela della vita e dell’incolumità di ogni lavoratore deve essere una priorità assoluta e richiede il massimo impegno, attenzione e responsabilità da parte di tutti».
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