Cronaca / Circondario
Martedì 20 Ottobre 2026
Parco Monte Barro, al via la variante generale: «Più tutela per la natura»
Stop al cemento nelle aree già recuperate e nuove misure per proteggere la flora calciofila, minacciata dall’avanzare del bosco. La variante generale arriva dopo l’ampliamento del Parco
Lettura 1 min.Galbiate
Un nuovo piano territoriale per il Parco Monte Barro: ha iniziato il cammino la variante generale. «La motivazione principale - sottolinea il presidente, Davide Facondini - è l’avvenuto ampliamento del territorio del Parco, che ora non si limita più al Monte Barro (con i comuni di Galbiate, Malgrate, Pescate e Valmadrera) ma comprende anche una porzione di Garlate e i monumenti naturali del Sasso di Preguda e del Sass Negher, a Valmadrera. In prima battuta - riconosce Facondini - si ipotizzava di procedere a una variante parziale, limitata ai nuovi territori e a due aree indicate come “Zona degradata da recuperare”, oltre al generale aggiornamento delle norme. Tuttavia, poi si è evidenziata la necessità di unificare il Parco regionale e il Parco naturale, i cui piani territoriali devono essere coordinati anche perché, mentre il Piano del Parco Monte Barro fu approvato con legge regionale, quello naturale fu approvato con delibera di Consiglio regionale. Consultati anche i competenti uffici, è quindi venuta meno la possibilità di una variante parziale e si è dovuto procedere a una variante generale».
Anticipa il presidente: «Assisteremo alla sostanziale conferma delle previsioni naturalistiche: la gran parte dei contenuti dei Piani oggi vigenti verrà mantenuta e riportata nei documenti della variante e ciò vale soprattutto per le previsioni di carattere naturalistico; dove le norme tecniche verranno modificate, in riferimento ad aspetti naturalistici, ciò sarà motivato dall’evoluzione dei luoghi e dalla loro gestione. In particolare, la zona degradata da recuperare della Cava Mossini, nel Parco regionale, verrà ridotta rispetto a prima, fotografando lo stato di fatto, con relativo ampliamento della Zona di tutela silvo pastorale (dove saranno azzerate le possibilità edificatorie). La zona degradata da recuperare nell’altra ex cava, in comune di Valmadrera - continua il presidente - verrà totalmente definita Zona di tutela silvo pastorale (e sempre con il conseguente stop al cemento). La Zona degradata in località Lorenzina di Malgrate diventerà anch’essa di tutela silvo pastorale in considerazione del recupero ambientale già previsto; per la Zona di recupero di Valleoscura a Galbiate - fa sapere Facondini - si introdurrà una normativa specifica che terrà conto dell’avvenuto recupero ambientale con impiego di fiorume autoctono sulla gran parte della superficie, che ora comprende una notevole fioritura di orchidee. Inoltre i Piani vigenti (molto vecchi) non consideravano la presenza di Rete Natura 2000, cioè tutta una serie di normative comunitarie, statali e regionali oggi imprescindibili, soprattutto in tema di impiego di specie autoctone e di divieto di impianto di specie alloctone e invasive. Ovviamente, la proposta di nuovo Piano riscontra anche la presenza dell’Osservatorio regionale per la biodiversità e del Centro regionale per la flora autoctona di Villa Bertarelli».
Conclude Facondini: «La principale emergenza naturalistica del Monte Barro è data dalla flora calciofila, cioè delle rupi e dei prati magri, ricca di specie rare (anche faunistiche) minacciate dall’avanzare del bosco: la variante pertanto includerà misure di conservazione».
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