Parè, il battello salta ancora la fermata: nel mirino anche i windsurf

Non solo tuffi e bagnanti. Nei giorni di maggiore affluenza degli appassionati di windsurf, la Navigazione segnala difficoltà di manovra e in alcuni casi rinuncia alla fermata di Parè. Protestano i turisti, mentre il Comune valuta come affrontare una situazione sempre più complessa

Lettura 2 min.

Valmadrera

Si pensava che il problema fossero i tuffi, invece per la Navigazione pubblica anche i windsurf sono un ostacolo per l’attracco: così, nonostante l’ingaggio da parte del Comune di Valmadrera persino della Guardia costiera ausiliaria per tenere sgombra la rotta, il battello sta saltando la fermata di Parè.

La località è uno spot arcinoto tra gli appassionati di windsurf, che da anni lo frequentano in massa per il caratteristico vento e la facilità di accesso (in più punti) all’acqua. Nei giorni in cui le condizioni meteo sono ideali, il lago qui è affollato di tavole: nella ressa, sabato il battello non si è avventurato ed ha tirato dritto; non è la prima volta.

Sabato a protestare sono stati turisti stranieri che stavano aspettando di fare la classica gita fino a Bellagio; il peggio però accade naturalmente quando i passeggeri già sono a bordo e si vedono trasportati fino alla fermata successiva, cioè tipicamente a Lecco, da dove devono rientrare a piedi per ritirare la propria auto: tutt’altro che piacevole, con 34 gradi e, per giunta, pericoloso dovendo camminare lungo la via Della Rocca, ma pressoché impossibile per chi avesse difficoltà di deambulazione.

D’altronde, la Navigazione aveva avvertito l’amministrazione comunale fin dagli scorsi anni: se le acque davanti al pontile non sono libere, il battello tira dritto, fino a soluzioni estreme come sospendere la fermata onde evitare appunto il consolidarsi delle situazioni di disagio per gli utenti e di rischio per chi è in acqua; proprio da ciò era nata l’idea del Comune di presidiare il pratone e, quindi, la convenzione con la Guardia costiera ausiliaria per ottenere il rispetto del divieto di balneazione e tuffi, questi ultimi pericolosi in sé, anche a prescindere dal battello.

Adesso tuttavia il problema sta assumendo tutt’altre proporzioni: impedire il surfing è ovviamente improponibile, né la presenza della Guardia costiera può svolgersi sette giorni su sette da mattina a sera per un’azione di informazione e dissuasione continua; finora l’accordo in chiave anti-tuffi prevede i weekend e un paio di giorni la settimana nelle ore più calde cioè di maggiore affluenza degli aspiranti tuffatori e bagnanti. Al contrario, gli appassionati di windsurf frequentano Parè già di prima mattina.

Peraltro, nella prima domenica d’estate Valmadrera non si è presentata affatto bene da nessun punto di vista: oltre ai windsurf, in acqua c’erano intere famiglie intente a fare il bagno, bambini inclusi, esattamente nel punto dove tre ragazzini e un adulto rischiarono lo scorso anno di annegare per le insidie sia del fondale, sia dell’acqua (diversa per galleggiamento da quella marina, e fredda). Dal punto di vista del decoro, per di più, già a metà mattina i cestini del pratone si presentavano traboccanti di rifiuti.

Il sindaco chiarisce

«Sulle difficoltà di coesistenza dei windsurf con i mezzi della Navigazione pubblica faremo sicuramente una verifica immediata»: il sindaco di Valmadrera, Cesare Colombo, assicura che «non è mai giunta una segnalazione di intralcio al battello e tantomeno di corse saltate a causa dei windsurf, né quest’anno né in quelli precedenti quando riconfermo che il problema manifestato dalla Navigazione è sempre stato la presenza in acqua dei bagnanti davanti al pontile, perlopiù in seguito a tuffi abusivi in un luogo dove comunque - rimarca Colombo - la balneazione è vietata. I windsurf sono normalmente condotti con consapevolezza della presenza dei battelli lungo le rotte. Approfondiremo l’eventualità di una interazione episodica tra sportivi che non frequentano abitualmente questo ramo del lago, attratti magari una tantum da una particolare giornata di vento e non avvezzi al posto».

Colombo si riserva di «verificare anche la presenza di numerosi bagnanti in acqua davanti al pratone di Parè domenica attorno a mezzogiorno», che non avrebbero dovuto esserci in base alla convenzione con la Guardia costiera ausiliaria.

Quanto ai rifiuti traboccanti dai cestini, il sindaco chiarisce: «Anche quest’anno, così come la scorsa estate, abbiamo aggiunto uno specifico servizio di svuotamento dei contenitori la domenica mattina, svolto dalla società Silea tra le 11 e le 13, per asportare sia i rifiuti lasciati da chi ha frequentato il pratone il sabato fino a sera, sia dai fruitori della domenica mattina. Può essere che attorno a mezzogiorno dell’altri ieri il passaggio non fosse ancora avvenuto, ma sicuramente quel materiale non si è accumulato in mezza giornata e il giro è poi puntualmente avvenuto».

© RIPRODUZIONE RISERVATA