Cronaca / Circondario
Domenica 14 Giugno 2026
Pescate: abbattute le case abusive vicino al cimitero
Completate le demolizioni di tre palazzine, la cui costruzione risale agli anni Sessanta
Lettura 1 min.Pescate
Troppo vicino al campo santo e quindi nello spazio che per legge deve essere riservato a zona di rispetto cimiteriale. Dopo oltre sessant’anni sono state demolite completamente le tre palazzine abusive di via Sant’Alessandro 22 a Pescate.
Arriva la parola fine a una vicenda che si è trascinata per decenni e che è stata affrontata da tutti i sindaci che si sono susseguiti in municipio a Pescate, da quel periodo ad oggi. Il sindaco Dante De Capitani ha così commentato: «Dopo tanti anni di battaglie legali siamo riusciti a ripristinare la legalità anche in quella zona del paese in cui persistevano abitazioni abusive che non potevano in alcun modo essere sanate».
Cumuli di macerie, ruspe, resti di porte e finestre di quello che per decenni è stata casa per cinque famiglie. Ecco cosa resta oggi di questa complessa vicenda.
Risale agli anni Sessanta la costruzione, da parte di un’impresa edile di Lecco, di tre edifici in via Sant’Alessandro 22, proprio dietro il cimitero. Poi, a fine anni Ottanta, emerse che di fatto erano abusive perché non rispettavano il vincolo della fascia di rispetto cimiteriale. Pertanto, tutte e tre le palazzine dovevano essere demolite. Sia gli inquilini sia la proprietà fecero ricorso in vari gradi, arrivando addirittura al Consiglio di Stato. Ci furono incontri con i residenti e furono chiesti anche pareri legali a esperti in urbanistica ed edilizia. In tutte le sedi giudiziarie era stata rigettata la richiesta di condono. La legge era chiara: nessun condono e nessuna sanatoria, nonostante la situazione fosse a dir poco spiacevole per chi con sacrifici quella casa se l’era comprata e per chi pagava l’affitto.
Nel luglio dell’anno scorso, il sindaco Dante De Capitani, che è anche responsabile dell’Area Edilizia Privata del Comune di Pescate, aveva firmato un’ordinanza di demolizione indirizzata agli eredi dell’impresa costruttrice degli anni Sessanta. L’ordinanza era scaduta a ottobre, ma era stato concesso ulteriore tempo per permettere a tutti di trovare una soluzione abitativa alternativa.
E in questi giorni la demolizione è diventata realtà. Le tre palazzine abusive non esistono più.
Come spiega De Capitani: «L’ordinanza è andata a compimento in questi giorni nel rispetto dei termini di legge, ma dando modo alle famiglie di trovare soluzioni abitative alternative». L’intervento è stato finanziato con mezzi propri dagli eredi dei proprietari, e si occuperanno dei successivi ripristini. Non è stato necessario per il Comune intervenire e presentare il conto». E aggiunge: «Siamo arrivati alla fine di questa lunga vicenda e abbiamo riportato la legalità dove c’era un abuso».
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