Cronaca / Circondario
Lunedì 21 Settembre 2026
Pubblica il numero di una giornalista e istiga a insultarla: multato Baby Gang
Il trapper calolziese condannato a risarcire una collega di Mediaset per aver violato la sua privacy
Lettura 1 min.Poco meno di 3mila euro di multa, per violazione della privacy altrui. Conseguenze decisamente limitate, rispetto al quadro accusatorio iniziale, che comprendeva anche i presunti reati di diffamazione e istigazione a delinquere contro una giornalista Mediaset. La sentenza del tribunale milanese, però, ha fatto cadere l’imputazione a favore di Zaccaria Mouhib, 25 anni, noto sulla scena della musica trap come Baby Gang, ormai abituato a far parlare di sé anche per i suoi guai giudiziari, oltre che per i suoi successi discografici.
Il trapper di Calolziocorte era stato rinviato a giudizio per aver pubblicato il numero di telefono di una inviata del programma d’attualità Fuori dal Coro, invitando gli utenti a insultarla. La giornalista in questione, ha fatto notare la difesa di Mouhib, rappresentata dal legale Niccolò Vecchioni, aveva realizzato un servizio televisivo nel quale veniva citata una rapina nel comune di Vignate, in provincia di Milano, “omettendo però di dire che per quella vicenda l’artista era stato scarcerato dal tribunale del riesame, e che la richiesta di sorveglianza speciale era stata rigettata”.
Da quell’accusa di rapina, Baby Gang, venne in seguito assolto. “La sentenza ci lascia molto soddisfatti perché lo assolve dalla diffamazione, applicando l’esimente della reciprocità delle offese e, quindi, riconoscendo sostanzialmente il carattere diffamatorio del servizio che aveva scatenato la reazione di Baby Gang”, ha spiegato l’avvocato Vecchioni. Assoluzione anche dall’istigazione a delinquere. La difesa aveva sostenuto, tra l’altro, che “non potesse essere finalizzata alla commissione di fatti ormai depenalizzati, come l’ingiuria”. L’unica condanna è quella per la violazione della privacy, per il numero pubblicato, al pagamento di una somma pari a 2.700 euro. Mouhib, attualmente, è sotto processo a Lecco per la vicenda delle armi utilizzate in alcuni dei suoi videoclip. Un procedimento che vede coinvolta anche la famiglia Hetem, macedoni trasferitisi nella zona di Ballabio. Gli imputati hanno scelto il rito abbreviato davanti al giudice per l’udienza preliminare, che ha fissato la data per le conclusioni del pubblico ministero al prossimo 3 novembre, mentre una settimana dopo dovrebbero prendere parola le difese. E sempre nelle scorse settimane, il 25enne di Calolzio ha visto ridursi in appello (a un anno e mezzo di reclusione), la condanna per il possesso di una pistola che era stata trovata nascosta in una camera d’albergo di Milano dove stava trascorrendo la notte.
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