R-Max, il carabiniere a quattro zampe che cerca esplosivi

Il pastore belga malinois di sei anni protagonista della serata organizzata dal Rotary Club Lecco Le Grigne. Illustrate attività e addestramento del Nucleo Cinofili di Casatenovo

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Malgrate

Ha trovato una pistola nascosta e l’ha segnalata al suo conduttore, mostrando ai presenti il risultato dell’addestramento che porta i cani dell’Arma a trasformare il loro fiuto in uno strumento operativo. Protagonista della dimostrazione è stato R-Max, pastore belga malinois di sei anni specializzato nella ricerca di esplosivi, che giovedì sera è stato al centro dell’incontro organizzato dal Rotary Club Lecco Le Grigne all’Hotel Promessi Sposi di Malgrate.

La serata è stata dedicata al lavoro delle unità cinofile dei Carabinieri e, in particolare, al Nucleo Cinofili di Casatenovo, uno dei due presenti in Lombardia. A illustrare organizzazione, compiti e modalità di addestramento sono stati il colonnello Nicola Melidonis, comandante provinciale dei Carabinieri di Lecco, e il luogotenente carica speciale Andrea Giordano, comandante del Nucleo Cinofili di Casatenovo.

All’incontro hanno partecipato anche il prefetto di Lecco Paolo Giuseppe Alfredo Ponta, accompagnato dall’assistente capo della Polizia di Stato Mauro Sacchi, il maggiore Marco Sannino, comandante della Compagnia Carabinieri di Lecco, e i militari dell’Arma impegnati nell’attività cinofila, tra cui l’appuntato scelto qualifica speciale Toni Fidanza, conduttore di R-Max, e l’appuntato scelto qualifica speciale Donato Dalpiaz.

Nel corso della serata è stata ripercorsa la storia del servizio cinofilo dell’Arma, nato a Firenze nel 1956 inizialmente per la ricerca delle persone e successivamente sviluppatosi in diversi settori operativi. Oggi i cani vengono impiegati, a seconda della specializzazione, nella ricerca di sostanze stupefacenti ed esplosivi, nella ricerca di persone e nelle attività di ordine pubblico.

Il Nucleo di Casatenovo può essere chiamato a intervenire anche fuori dalla Lombardia, a supporto dei reparti territoriali. Attualmente dispone di quattro cani antidroga, quattro specializzati nella ricerca di esplosivi e due impiegati nella ricerca di persone e nelle attività di ordine pubblico.

Una parte dell’incontro è stata dedicata proprio al rapporto tra cane e conduttore, un binomio che viene costruito attraverso un percorso di selezione e addestramento e che deve raggiungere un elevato livello di affiatamento. Il lavoro non si limita infatti alla preparazione dell’animale, ma coinvolge direttamente anche il militare che dovrà accompagnarlo durante gli interventi.

A permettere ai soci del Rotary e agli ospiti di vedere concretamente il risultato di questo percorso è stata quindi la dimostrazione di R-Max. Il cane, guidato dall’appuntato scelto qualifica speciale Toni Fidanza, è stato impegnato nella ricerca di una pistola precedentemente occultata per la simulazione, riuscendo a individuarla e a segnalarne la presenza.

Una dimostrazione che ha permesso di conoscere più da vicino una componente altamente specializzata dell’Arma e il lavoro quotidiano che sta dietro agli interventi delle unità cinofile, dove preparazione, disciplina e sintonia tra cane e conduttore sono elementi fondamentali.

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