Raid di furti tra Valmadrera e Civate, ladri minacciano una donna con il piede di porco

Serata di paura tra Valmadrera e Civate, dove sabato due individui a volto coperto hanno preso di mira diverse abitazioni in un’ora e mezza, devastando gli appartamenti e minacciando una residente che si è trovata faccia a faccia con uno dei ladri. Il sindaco di Civate, Isella: «Intervenire drasticamente»

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Valmadrera

Il raid è cominciato a Valmadrera attorno alle 19 di sabato, dunque appena calato il sole, e si è concluso un’ora e mezza dopo, attraversando come un tornado anche Civate. Due individui a volto coperto, uno dei quali armato di mazza e piede di porco, hanno razziato appartamenti - in più di un caso, non era neppure la prima volta - e minacciato i proprietari, seminando devastazione ovunque.

L’episodio più grave, col faccia a faccia tra residenti e ladri, è avvenuto a Civate, in via Del Torchio ed è qui che il sindaco, Angelo Isella, presi immediatamente contatti con la proprietaria, ha poi prorotto: «Basta buonismo, basta dire che va tutto bene, che tutti sono recuperabili; certo, dentro tutte le persone c’è del buono, però stop a giustificare; qui bisogna intervenire drasticamente, bisogna che si rendono tutti conto (da chi fa le leggi, a chi le leggi le deve applicare, a chi infine deve anche giudicare) che bisogna mettere in galera questa gente a farcela stare. Lo Stato, se è civile, si fonda su questi principi. Certo - afferma Isella - le forze di polizia probabilmente tante volte sono davvero impossibilitate a intervenire, perché quando arrestano i malfattori poi se li ritrovano subito fuori, ma ormai sembriamo tutti rassegnati a questo fatto. Invece, va invertita la rotta. A casa della nostra concittadina in via Del Torchio questi individui hanno spaccato tutto con la spranga. Non esiste che una persona rientra a casa e si trova davanti questa scena e qualcuno col piede di porco in mano, tipo Far West».

Riprende Isella: «È stata una razzia: i ladri hanno preso di mira tutta la zona bassa tra i due comuni, di Civate e Valmadrera. Personalmente, sono un moderato, ma siamo arrivati a un punto dove non ce la facciamo più. La gente è giustamente spaventata e, alla paura, c’è chi reagisce chiudendosi in se stesso in casa, oppure con la rabbia: a livello sociale, non va bene».

Attorno alle 19, i malfattori sono partiti appunto da Valmadrera, via Preguda, civico 149; gli abitanti riferiscono: «È il terzo anno consecutivo, sempre nello stesso condominio e sempre alla medesima ora». I due hanno fatto rotta, quindi, su Civate. «In via Del Torchio - ha riferito la padrona di casa - hanno rotto una finestra per entrare in casa mia e devastato l’abitazione in meno di un’ora. Stavo rientrando quando li ho trovati sulla soglia: per farsi strada, uno mi ha minacciato col piede di porco». La civatese si è detta, naturalmente, «spaventatissima». V

erso le 19.30, i malviventi hanno colpito in via Baselone: stesso brutale modus operandi, appartamento devastato alla ricerca di ori o contanti: la proprietaria era fuori, al momento; «L’unica consolazione - dice - è che almeno non hanno fatto del male al cane». Alle 20.30, i malfattori sono stati avvistati ancora a Valmadrera, in via Della pace, già ripetutamente presa di mira nei mesi scorsi. Gli abitanti li hanno descritti «incappucciati, con in mano una spranga». Una delle vittime è stata visitata dai ladri «per la terza volta in due anni», racconta: infatti, proprio da lì avevano preso spunto mesi addietro alcuni vicini di casa, per dare il via ad alcune pacifiche ronde in seguito alle quali avevano più volte denunciato i movimenti di possibili sospettati alle forze dell’ordine.

La valmadrerese ora dà fondo alle lacrime: «Vivo a Valmadrera da tanti anni, lavoro onestamente, pago le tasse. Perché è la terza volta che i ladri mi fanno visita? Che cosa non funziona? È giusto vivere in casa propria come in prigione e non riuscire nemmeno più a riposare perché, a ogni minimo rumore, scoppia il cuore?».

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