Cronaca / Circondario
Domenica 06 Settembre 2026
Schianto a Valgreghentino, due comunità in lutto per la morte di Tarek e Matteo
Dolore per la morte di Tarek Aamari e Matteo Mamone, coinvolti in un tragico incidente avvenuto sabato sera a Valgreghentino. I ricordi di amici e conoscenti
Lettura 2 min.Tanto dolore, due comunità in lutto per la morte di Tarek Aamari e Matteo Mamone, coinvolti in un tragico incidente avvenuto sabato sera a Valgreghentino.
Un’anima gentile, un ragazzo sempre sorridente. Gli amici, tanti, la fidanzata e la passione per le macchine e i motori. Così viene ricordato Tarek Aamari, 25 anni, ne avrebbe compiuti 26 venerdì 11 settembre. Sua, la nuova Bmw M4 che si è schiantata contro un muro dell’edificio della ditta Tamil. A guidare, in un fatale giro di prova, pare fosse l’amico Matteo Mamone, 28 anni, di Valgreghentino, giardiniere di professione, morto anche lui sul colpo.
Tarek Aamari era originario del Marocco, ma ha vissuto tutta l’infanzia a Olginate con i genitori e la sorella. Attualmente però risiedeva a Brivio. Tantissimi gli amici che increduli sono accorsi sabato sera un via Aldo Moro,nella zona industriale, strada teatro della tragedia. Tarek era un ragazzo pieno di amici e ben voluto per il suo bel carattere.
Come ricorda per noi, la sua professoressa di matematica alle medie “Giosuè Carducci” di Olginate: «La notizia ha sconvolto anche noi suoi ex docenti e vogliamo esprimere vicinanza alla famiglia in questo grande dolore ». Quindi lo ricorda ai tempi felici: «Era un ragazzo sempre sorridente, molto gentile. Sempre educatissimo. Come del resto tutta la sua famiglia, molto attenta all’educazione dei figli e molto presente. Anche la sorella ricordo, era molto brava a scuola e il padre aveva realizzato per la scuola, la scritta dell’intestazione sull’ingresso principale del plesso».
Aspetti del carattere, che la professoressa ha potuto constatare anche dopo la fine del percorso scolastico del giovane a Olginate.
«Non lo vedevo ormai da 13 anni, ma ogni anno, ad ogni festa ed occasione importante non mancava mai di scrivermi un’email di auguri e di saluti. Non solo. Ho subito due perdite importanti, lui ne era venuto a conoscenza e in entrambe le situazioni mi aveva scritto per le condoglianze e per esprimermi vicinanza. La prima volta aveva 19 anni e mi aveva scritto un’email con una sensibilità matura».
La professoressa ricorda anche l’amore di Tarek per le auto. «Fin da piccolo è stato appassionato di motori e di auto. Mi vengono in mente dei lavori fatto in classe e lui aveva realizzato una copertina con sopra una Ferrari».
Era molto conosciuto nella sua Valgreghentino, Matteo Mamone, morto pochi giorni di raggiungere i 26 anni che avrebbe festeggiato il prossimo 20 settembre.
La notizia della sua morte avvenuta nel drammatico schianto che ha sconvolto la serata di sabato, si è subito diffusa in tutto il paese e oltre. Gli amici sono arrivati dai paesi vicini, pochi istanti dopo l’incidente, avvertiti dal passaparola che si è scatenato subito, tramite i cellulari. La speranza che nutrivano nel cuore, si è infranta appena hanno visto le lamiere dell’ auto accartocciata. Nonostante il tempestivo arrivo dei soccorritori, per i due ragazzi all’interno dell’ auto non c’era più nulla da fare. Troppo violento l’impatto avvenuto contro un muro esterno del capannone della ditta Tamil. La comitiva non ha potuto fare altro che stringersi gli uni negli altri,e piangere per le vite spezzate.
Come Tarek Aamari, anche Matteo Mamone aveva tante passioni e coltivava numerose amicizie. Da piccolo fino alla prima adolescenza, aveva frequentato assiduamente l’oratorio “Beato cardinale Schuster” e le attività proposte dall’ Area omogenea degli oratori con Olginate, Garlate e Pescate. I suoi social sono pieni delle foto di quei giorni. Un’altra passione era legata al mondo dell’ agricoltura e del lavoro nei campi. Aveva scelto infatti come professione, quella del giardiniere.
Mamo, come lo chiamavano amichevolmente i suoi amici, era stato grande amico anche di Beatrice Ceraudo, la giovane studentessa di soli 19 anni morta nella notte tra il primo e il 2 novembre del 2020, e in via Kennedy a Valgreghentino, vicino al cimitero di Villa San Carlo. L’auto guidata da un ragazzo aveva perso il controllo, schiantandosi contro un albero. Beatrice Ceraudo, residente a Olginate non aveva avuto scampo .
Nei messaggi lasciati dagli amici domenica in via Aldo Moro, tra fuori e biglietti d’addio, qualcuno ha voluto salutare sia Bea e Mamo, uniti dal tragico destino.
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