Sigillata l’ex Asl di Calolziocorte, l’hotel della disperazione

L’immobile era diventato ricovero di senzatetto. L’Amministrazione punta ad assegnare i locali a medici del territorio

Calolziocorte

Porte e finestre sigillate con assi di legno all’ex Asl di piazzale Kennedy, da tempo rifugio di fortuna per sbandati. L’intervento è scattato venerdì mattina con un blitz guidato dall’assessore ai lavori pubblici Dario Gandolfi, accompagnato dagli agenti della polizia locale del comandante Andrea Gavazzi.

Verso le 10, entrando nei locali ormai abbandonati da una quindicina d’anni, è stato trovato un uomo di origini nordafricane che stava dormendo. «Probabilmente era rimasto solo per caso – ha spiegato Gandolfi – perché negli ultimi tempi avevamo ricevuto diverse segnalazioni da residenti e dal gruppo di minoranza Bene Comune sulla presenza di più persone che, soprattutto di sera, entravano nella palazzina. Quando siamo arrivati, essendo mattina inoltrata, se ne erano già andati».

All’interno, la scena era desolante: sporcizia ovunque, materassi in condizioni indecorose, rifiuti sparsi e un odore nauseabondo.

L’abusivo è stato allontanato e subito dopo gli operai comunali hanno provveduto a sigillare porte e finestre del piano terra per impedire nuovi accessi indesiderati. La struttura, infatti, si trova a poche centinaia di metri dal municipio e dalla chiesa parrocchiale, in pieno centro città.

«Si tratta perlopiù di senzatetto presenti sul territorio – ha aggiunto Gandolfi – probabilmente gli stessi che fino allo scorso anno bivaccavano nel parcheggio dell’interscambio ferroviario e che, una volta sgomberati, hanno trovato riparo in edifici dismessi come l’ex Asl, di cui la città non manca».

Il tema era già balzato alla cronaca alcune settimane fa, quando una ragazza era rimasta gravemente ustionata mentre si trovava all’interno dello stabile: i sanitari del 118 erano dovuti intervenire dopo l’esplosione di una bottiglietta di alcol utilizzata dagli occupanti. «In quell’occasione – ricorda l’assessore – erano presenti cinque persone: quattro uomini e la giovane, investita dal liquido bollente, che è stata soccorsa e portata al centro grandi ustionati del Niguarda di Milano».

Già allora il Comune aveva tentato di mettere in sicurezza l’area, ma senza risultati definitivi. «Questa volta – ha assicurato Gandolfi – l’intervento sarà più accurato. Da quello che abbiamo capito, gli abusivi dovrebbero essere entrati forzando una finestra nascosta da una siepe al piano terra, nella zona del parcheggio: ora tutte le aperture al piano terra sono state bloccate. Abbiamo lasciato aperte solo quelle ai piani superiori in modo da areare l’edificio. Abbiamo inoltre richiesto a Silea un preventivo per la pulizia approfondita e la rimozione dei rifiuti».

In municipio, infatti, si sta lavorando per restituire una nuova funzione ai locali, con l’obiettivo di assegnarli a professionisti interessati ad aprirvi un ambulatorio medico, offrendo così un servizio aggiuntivo alla cittadinanza.

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