Cronaca / Circondario
Lunedì 21 Settembre 2026
Spaccio e siringhe alla stazione, i sindaci di Civate e Galbiate chiedono un incontro al Prefetto
I sindaci Angelo Isella e Pier Giovanni Montanelli chiedono un incontro con il Prefetto, coinvolgendo anche Valmadrera e Malgrate. Nel mirino lo spaccio e il degrado nell’area della stazione: «Le forze dell’ordine devono essere messe nelle condizioni di intervenire»
Lettura 1 min.Civate
Il sindaco di Civate, Angelo Isella, col collega di Galbiate, Pier Giovanni Montanelli, chiedono l’intervento della Prefettura sulla situazione che si protrae nella zona della stazione ferroviaria al confine tra i due comuni.
La problematica è tornata di attualità nei giorni scorsi, come si ricorderà, a causa dell’allarme suscitato sui social per il ritrovamento di qualche siringa. Rimarca Isella: «Per onestà intellettuale e dovere di cronaca, sia la zona di spaccio, sia la zona dove sono state ritrovate le siringhe, non si trovano in territorio di Civate. Anche la stazione ferroviaria non è in comune di Civate. Ribadito questo, e come ho già avuto modo di dichiarare nei giorni scorsi, tutte le istituzioni devono farsi carico della situazione, compreso il sottoscritto. Con il collega sindaco di Galbiate abbiamo quindi chiesto un incontro con il Prefetto, al quale - rende noto Isella - parteciperanno anche i sindaci di Valmadrera e Malgrate. In seguito, se sarà necessario, da parte mia chiederò formalmente che la questione venga trattata in sede di “Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica”, visto che, grazie alle indagini della Polizia intercomunale, sappiamo che il fenomeno coinvolge appunto anche Valmadrera e Malgrate. Certamente, da sindaco, non trovo più accettabile che le forze dell’ordine non siano messe nelle condizioni di intervenire adeguatamente e che (lo dico anche da cittadino) siamo lasciati in balia di delinquenti. Infine, però- ribadisce il sindaco di Civate - come ho sostenuto già nella precedente intervista, dobbiamo renderci conto che alcuni consumatori appartengono anche alla fascia cosiddetta normale della nostra società, non sono soltanto i soliti etichettati come emarginati, bensì adulti con professione e figli: e questo non va bene, non è educativo per le nuove generazioni oltre ad alimentare il traffico degli stupefacenti e il degrado».
La stazione ferroviaria di Civate, lungo la linea Monza-Molteno-Lecco, è stata in passato al centro delle cronache. A fine 2015 - come si ricorderà - l’”Operazione Diablo” delle forze dell’ordine confermò i movimenti che, a Civate, si vociferavano da tempo. Lo spaccio, in stazione e nei boschi alle sue spalle furono documentati dai filmati di ragazzini che compravano droga, pagandola anche con super alcolici rubati nei negozi della zona o – se ragazze – con prestazioni sessuali. I movimenti, però, sono proseguiti anche negli anni seguenti, con continue segnalazioni.
Per Isella «la stazione cosiddetta di Civate è un punto ancora critico, magari (mi dicono le autorità) meno critico di tanti anni fa, ma è un punto ancora caldo. Chiunque va là oggi, in qualsiasi momento e io ho provato, guardando dietro, dove si prende il treno, nota subito i soggetti. I consumatori degli stupefacenti escono poi dalla stazione ferroviaria e talvolta vanno sotto i piloni della superstrada, tra gli alberi all’inizio della strada provinciale per Oggiono, a consumare la roba».
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