A Vendrogno il vigneto eroico degli studenti

Impiantate oltre 1.400 barbatelle dagli allievi del Marco Polo di Colico insieme all’associazione Radici

Bellano

Si sono sporcati le mani e si sono dati da fare mettendo in campo un’esperienza importante per la loro crescita e per il loro futuro professionale, che allo stesso tempo ha unito formazione e valorizzazione del territorio.

Gli studenti della prima G ad indirizzo agraria dell’istituto Marco Polo di Colico hanno lavorato al vigneto di Vendrogno, in collaborazione con l’associazione fondiaria Radici di Bellano, definito “eroico” proprio per l’impegno che è stato necessariio. Dopo aver realizzato, a febbraio, la recinzione dell’area a protezione dagli animali selvatici, nei giorni scorsi gli studenti della prima G, affiancati da due studenti della quarta G, sono tornati a Vendrogno per una delle fasi più significative: la messa a dimora di 1.450 barbatelle di Pinot Nero e Bianco, che con la loro crescita daranno vita al vigneto. Nei giorni precedenti, alcuni soci dell’associazione fondiaria “Radici”, avevano già predisposto il terreno con operazioni di aratura e fresatura, rese possibili dalla buona accessibilità dell’area, a differenza di altri vigneti già attivi come quello di Ombriaco.

Successivamente sono state tracciate le file e realizzati i fori per l’impianto, completato attraverso l’intervento degli studenti con la messa a dimora delle barbatelle e una prima irrigazione. Il primo giorno ha messo duramente alla prova gli studenti: vento forte, aria tagliente, mani fredde. Ma nessuno si è tirato indietro. Il secondo giorno ha regalato un po’ di sole, ma il clima è rimasto molto rigido.

Un vigneto eroico, non solo per la fatica che richiede, su terreni difficili e in condizioni spesso estreme, ma per il significato che porta con sé. I vigneti di montagna sono custodi di paesaggi, tradizioni e biodiversità. Sono simboli di resistenza e di amore per la terra, coltivati dove tutto è più complesso, ma anche più autentico. Tra qualche anno, quelle viti cresceranno, daranno frutto, racconteranno una storia. La loro storia. E chi passerà di lì non vedrà solo un vigneto. Vedrà il segno concreto di ciò che può nascere quando passione, insegnamento e territorio si incontrano. Particolare attenzione è stata riservata anche alla biodiversità: tra i filari verrà seminato fiorume di semi autoctoni proveniente dal Centro flora autoctona, un miscuglio naturale capace di favorire la presenza di insetti impollinatori e di ricreare un equilibrio ecologico coerente con il territorio. Una scelta che permetterà inoltre di limitare gli interventi di sfalcio, favorendo una fioritura più ricca e diffusa. A tutti i partecipanti è stata intestata una delle piantine appena messe a dimora, che porteranno il loro nome durante tutto lo sviluppo del vigneto: un segno concreto per ricordare quanto fatto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA