Abbazia di Piona: posta e giornali arrivano solo due giorni, polemica fra i frati
Il vicepriore De Bona: «Leggere Avvenire tutti i giorni è un nostro diritto». Il priore: «Provvedo io alla consegna della corrispondenza per una ragione di praticità»
Lettura 1 min.Colico
Non si vive soltanto di fede e spiritualità.
Da qualche tempo, sull’Alto Lario, per la precisione nella stupenda Abbazia di Piona, in territorio comunale di Colico, dove attualmente vive una decina di frati, meta da sempre di pellegrinaggi e visite culturali anche da parte di numerosissimi turisti da fuori regione e non solo dalle confinanti province di Sondrio e Como, si discute di una questione molto “pratica”.
Padre Mario Nathanaele De Bona, 88 anni, vice priore dell’abbazia cistercense di Piona spiega di cosa si tratta: «Il priore padre Massimo Marianella, da anni ha voluto che la posta (giornali, lettere e non solo), sia spedita all’ufficio postale di Colico. È poi lui ad andare a prenderla e a portarla in abbazia soltanto nelle giornate di mercoledì e venerdì. In questi soli due giorni, pertanto, arrivano pacchi di giornali, in particolare l’Avvenire che è il quotidiano di ispirazione cattolica al quale siamo abbonati da tempo. Ho fatto presente la questione informando il priore che dall’ufficio postale di Dervio i portalettere possono portare all’abbazia di Piona la posta ogni giorno».
La soluzione alternativa pare non essere stata accettata: «Mi è stato risposto di no, provvede poi lui ad andare a ritirarla nell’ufficio postale il mercoledì e il venerdì e a portarla a noi in abbazia. Nello spirito del Vangelo di Mt 18,17 che parla della correzione fraterna ho segnalato la questione. Non abbiamo diritto e dovere di conoscere le notizie del quotidiano Avvenire, l’unico di ispirazione cattolica, anche noi monaci di Piona?».
Padre De Bona non si arrende nella sua richiesta: «Ho chiesto - prosegue il vice priore- l’autorevole aiuto dell’Abate e del Priore di Casamari senza, tuttavia, avere risposte da loro. Perché privare noi monaci dell’abbazia di Piona dell’unico giornale dei cattolici italiani, l’Avvenire, e di poterlo leggere ogni giorno? Senza che le notizie siano vecchie, quando ci viene consegnato».
Il priore Massimo Marianella - che abbiamo interpellato - replica con pacatezza alle osservazioni del suo confratello: «In effetti è così. La corrispondenza fa riferimento a Dervio e poi i pacchi vengono smistati a Colico. Io mi reco a Colico per effettuare diverse commissioni, due volte la settimana, e provvedo di persona al ritiro. Per una questione interna alle Poste, va bene così: il personale in servizio, in realtà, non è più quello di una volta».
Si tratta di una questione di praticità: «In questo modo - conclude il priore Marianella - agevolo anche il loro compito, altrimenti ogni giorno il postino dovrebbe inerpicarsi lungo i tornanti che portano all’abbazia e il tempo necessario non è poco. Per loro è più comodo consegnare il tutto nel centro urbano di Colico. Non comprendo, sinceramente, le ragioni di questa polemica di De Bona. Se, invece, ci sono raccomandate o altri plichi importanti il postino allora viene di persona a consegnare il tutto, compreso i giornali. Altrimenti mi presto io a fare questo servizio per i miei confratelli: attualmente siamo in dieci».
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