Case introvabili e 65mila alloggi sfitti: presentato il progetto “Habitare”
Presentato a Officina Badoni il progetto sostenuto dalla Fondazione Comunitaria del Lecchese e da numerosi partner del territorio. L’obiettivo è recuperare almeno 50 appartamenti sfitti nei prossimi tre anni per rispondere all’emergenza abitativa che colpisce lavoratori, giovani e famiglie
Lettura 2 min.Lecco
Un quadro che certifica come la provincia di Lecco conti ben sessantacinquemila alloggi vuoti, dei quali cinquemila nel solo comune di Lecco. Cifre sorprendenti e insieme allarmanti, messe in evidenza dai protagonisti del progetto «Habitare», presentato oggi a Officina Badoni e sostenuto dal Fondo Aiutiamoci – Contrasto alle Povertà della Fondazione Comunitaria del Lecchese, in collaborazione con gli Ambiti territoriali di Bellano e Lecco, la Camera di Commercio Como-Lecco, Confindustria Lecco e Sondrio, il Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci del Lecchese, il Consorzio Consolida e le cooperative sociali Aeris e L’Arcobaleno.
Numeri che documentano una situazione sempre più paradossale ed evidente: mentre migliaia di abitazioni restano inutilizzate, per lavoratori, insegnanti, infermieri, operai, giovani e famiglie trovare una casa a un prezzo sostenibile è diventato un’impresa ardua quando non impossibile. I canoni di locazione crescono infatti più rapidamente dei salari, mentre l’offerta di alloggi continua a ridursi fino ad approssimarsi allo zero. Fatti salvi gli affitti brevi, l’utilizzo come seconde case, insomma eccezioni che confermano la precarietà dell’abitare nel nostro territorio.
I soggetti impegnati ad arginare e a risolvere quantomeno in parte la questione di carattere sociale si sono posti l’obiettivo, nella prima fase sperimentale della durata di tre anni, di intercettare cinquanta alloggi da destinare, a canoni accessibili, ai lavoratori.
Il tema tocca direttamente anche il tessuto produttivo, come ribadito da Ezio Vergani, presidente della Camera di Commercio Como-Lecco, e da Mario Francesco Moro, vicepresidente di Confindustria Lecco e Sondrio: l’housing sociale rappresenta «una leva strategica di sviluppo economico» capace di «attrarre, radicare e stabilizzare il capitale umano», permettendo alle aziende di crescere e al territorio di mantenere la propria attrattività.
Alberto Bonaiti, fresco presidente della Fondazione Comunitaria del Lecchese, ha invece sottolineato il ruolo filantropico del progetto, nello spirito solidale della Fondazione stessa: «un embrione di modello innovativo» capace di far interagire stabilmente «il mondo delle imprese, della cooperazione e della filantropia in una piattaforma che punta a creare opportunità per chi, con il proprio lavoro, contribuisce quotidianamente al benessere della comunità».
A rendere concreta la proposta hanno contribuito Emanuele Manzoni, presidente del Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci del Lecchese, e Maria Grazia Nasazzi, presidente uscente della Fondazione Comunitaria del Lecchese.
«Habitare» non si limiterà, dunque, a mettere in contatto domanda e offerta: il progetto mira infatti a superare molti degli ostacoli che oggi allontanano dal mercato centinaia di appartamenti sfitti. Come ha spiegato Arianna Fontana, componente del Consiglio di amministrazione di Consorzio Consolida, la sperimentazione nasce «con l’auspicio di raggiungere e coinvolgere i proprietari di alloggi attualmente non utilizzati», mettendo a disposizione l’esperienza maturata negli anni nel contrasto alla fragilità abitativa.
«Dopo un colloquio conoscitivo verrà stipulato un accordo di gestione dell’immobile», ha spiegato la referente del partenariato operativo Claudia Pina: «ci occuperemo inoltre della selezione degli inquilini, degli adempimenti amministrativi e contrattuali, della manutenzione ordinaria e di piccole riqualificazioni, accompagnando la gestione dell’immobile per tutta la durata della locazione e garantendo il pagamento del canone».
Un modello articolato fondato su una forte sensibilità sociale e specifica attenzione per una questione persino drammatica, e che già da ora concilia progettualità e concretezza, partendo da una dotazione iniziale di 450 mila euro, fondamentale per la fase di avvio.
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