Weekend di code sulla SS36. «Spostate i lavori»

Traffico scorrevole in galleria ma rallentamenti e incolonnamenti al Trivio di Fuentes. Operatori turistici e imprese chiedono una rapida riapertura per evitare disagi nel pieno della stagione estiva

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Colico

Nonostante la chiusura della canna nord della Ss 36 disposta dalla magistratura lecchese in seguito all’infortunio sul lavoro mortale di mercoledì sul cantiere della Monte Piazzo, gli arrivi in Valtellina e in Valchiavenna non sono mancati nel fine settimana.

E non sono mancate, come era prevedere, neppure le difficoltà in fase di rientro, domenica nel tardo pomeriggio-sera, anche se in canna sud il traffico si è sempre mantenuto scorrevole, almeno a giornale in stampa.

Semmai gli incolonnamenti si sono prodotti al Trivio di Fuentes, in direzione sud, a causa dei rallentamenti dovuti alla strozzatura all’altezza della Monte Piazzo. C’è chi assicura di essere stato in coda un’ora e più, per poi, tuttavia, una volta incanalato in galleria, procedere in modo scorrevole pur se a velocità moderata.

Del resto il problema era stato annunciato ed è dovuto a causa di forza maggiore, alla necessità cioè di effettuare i sopralluoghi e le verifiche che il sinistro mortale impongono alla magistratura inquirente.

L’auspicio è, tuttavia, che questa situazione si stallo non si perpetui eccessivamente, ma sia del tutto temporanea, considerato che i flussi di traffico turistico sono in deciso aumento verso la montagna valtellinese e valchiavennasca e lo saranno ancor più dal prossimo fine settimana.

I dati diffusi da Anas ieri danno già conto di un aumento di traffico dell’1,3% verso la montagna questo fine settimana con 227.650 transiti rilevati all’altezza di Monza sulla statale 36 di Como e dello Spluga, che resta fra le più trafficate in assoluto a livello nazionale.

Non a caso gli operatori turistici valtellinesi sono in campana e confidano in una pronta riapertura della canna nord e in sempre minori chiusure nottetempo, nei fine settimana clou, della Monte Piazzo.

«Al più, secondo noi» - dice Roberto Galli, di Federalberghi Sondrio -, «meglio far scivolare in avanti di qualche mese il termine lavori, piuttosto che bloccare il traffico in ingresso in un periodo così fondamentale per il nostro turismo».

Poi ci sono i flussi commerciali, che, dopo la pausa del fine settimana, da oggi riprendono incessanti, e anzi, probabilmente maggiorati in vista dei rifornimenti di merci che precedono la fase ferragostana, di norma più di “scarico”.

Si tratterà di capire se questa soluzione forzata delle due corsie reggerà anche all’urto del traffico ordinario e più commerciale di questi giorni o se saranno dolori. Certo, il momento è delicato e la sensazione è che tutti debbano armarsi di pazienza e procedere con la massima attenzione in galleria perché in caso di incidenti, ovvio, si blocca tutto.

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