Colico, parlano i villeggianti delusi: «Poca pulizia e troppi sacchi in giro»
Boom di turisti nella località al confine fra le province di Lecco e Sondrio. Con l’afflusso però emergono problemi di gestione del rifuti
Lettura 2 min.Colico
Non si tratta, assolutamente, di ritenere responsabile di alcune situazioni di degrado l’amministrazione comunale, ma alcuni turisti in villeggiatura a Colico in questi periodi del post Ferragosto o di quelli immediatamente precedenti tengono a “denunciare” che lo stato di pulizia non è ritenuto consono alle aspettative della bella località situata sull’alto lago di Como, al confine con le province di Como e Sondrio. «Le isole per il conferimento dei rifiuti sono spesso al limite della capienza, in altre circostanze scoppiano letteralmente - afferma Francesco Annovazzi, 45 anni, di Stezzano, centro della provincia di Bergamo - e l’accumulo di immondizia non fa che emanare odori nauseabondi nelle aree circostanti dove vivono numerosi vacanzieri, pertanto costretti a respirare un’aria tutt’altro che salubre. Il ritiro avviene con forti ritardi e la situazione si aggrava». C’è anche chi sostiene che, nelle vie e piazze del paese, ci sia difficoltà a trovare punti per il deposito lecito di sacchetti con gli scarti e i cassonetti esistenti straripano di immondizia. «Quest’estate - dichiara Isidoro Compagnoni, 60 anni, di Valdisotto - per le nostre vacanze abbiamo deciso di non allontanarci troppo dalla Valtellina, per potere meglio intervenire nelle ipotesi di necessità di familiari che, a casa, non godono di ottima salute. E la scelta è caduta sul vicino lago e, per la precisione, su Colico. Siamo rimasti, tuttavia, delusi per quanto concerne gli standard di pulizia. Ovviamente non mi permetto di attribuire responsabilità ad alcuni amministratori, ma forse dovrebbero badare di più, con maggiori risorse, al decoro urbano del paese amministrato. Si fa fatica a individuare cestini o bidoni per la raccolta, anche negli spazi verdi. E il risultato è che quelli che esistono sono spesso pieni o presentano nelle immediate vicinanze dei sacchetti abbandonati perché l’utente non sa più dove metterli».
C’è anche il problema legato a chi, in modo molto indisciplinato, non si cura magari di cercarne uno e butta nel primo posto che trova. In questi casi meriterebbe di essere pizzicato da chi di dovere e multato, senza indulgenza. Perché tutti, ospiti compresi, devono contribuire al mantenimento di ordine e pulizia di aree pubbliche. «In ogni caso - aggiunge Sebastiano Massironi di Lissone, in vacanza dal Monzese - gli enti pubblici riscuotono dei soldi per la tassa di soggiorno e bene farebbero a impiegare il ’tesoretto’ versato ogni estate dai villeggianti per adottare misure idonee al raggiungimento degli obiettivi di un maggior decoro. Mi aspettavo, in effetti, più pulizia».
Tanti, dunque, i sacchetti nella piattaforma ecologica vicina all’Ufficio turistico e altri gettati nella zona dei parcheggi prima di scendere al lago e, inoltre, c’è la segnalazione dell’assenza o scarsità di cestini che riguarda anche il lungolago e le piazze. «Ma l’osservazione critica di taluni ospiti - dice una residente - concerne pure la presenza di un numero inadeguato di campane per la raccolta di vetri con l’inevitabile conseguenza di bottiglie vuote addossate ai contenitori che sono pieni di vuoti da portare nelle discariche autorizzate». E c’è il problema dei sacchetti per la raccolta differenziata che sarebbero distribuiti in modo non sufficiente. Sono, in parte, gli effetti negativi del boom di presenze turistiche registrate quest’estate. Al di là delle lamentele per gli scarsi o assenti posizionamenti di cartelli che avvertano della non balneabilità in diversi tratti di spiaggia.
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