Dervio, abbattuto l’acero della Residenza Boldona nonostante il no di 72 condomini
L’albero, che aveva almeno quarant’anni, è stato tagliato questa mattina su ordine del Tribunale di Lecco dopo la richiesta di una proprietaria. I residenti contestano la decisione e denunciano la perdita di un patrimonio verde che consideravano da tutelare.
Lettura 1 min.Dervio
L’acero non c’è più. Nonostante il voto contrario all’unanimità di 72 condomini. Questa mattina i giardinieri hanno eseguito la condanna a morte dell’albero della Residenza Boldona di Dervio, abbattuto per ordine del Tribunale di Lecco al termine di una vicenda giudiziaria nata dalla richiesta di una proprietaria di 71 anni. Il motivo? L’acero, secondo la donna, limitava la visuale dal suo appartamento e toglieva luce agli ambienti interni. Eppure, stando a quanto riferito dai residenti, era sano, in ottime condizioni e non rappresentava un pericolo. In poche ore, quello che per quarant’anni era stato parte integrante del grande parco del residence, affacciato sul lago di Como, è stato ridotto a un tronco e poi rimosso.
A seguire da vicino le operazioni anche una condomina, che da tempo si batte contro l’abbattimento. «Sono arrivata a Dervio verso le undici ed era già stato abbattuto, era rimasto solo il tronco. Ho parlato con i giardinieri, che erano molto dispiaciuti. Mi hanno confermato che entro la giornata avrebbero dovuto tirarlo giù tutto, compreso il tronco». Un epilogo che lascia l’amaro in bocca ai proprietari, che in assemblea si erano espressi tutti contro il taglio.
La vicenda era iniziata nel 2024, con la richiesta di potatura avanzata dalla condomina. Dopo le valutazioni sulla possibilità di intervenire sulla chioma, la richiesta si sarebbe trasformata in una domanda di abbattimento. La proprietaria si è quindi rivolta al Tribunale di Lecco. Secondo la ricostruzione dei residenti, il condominio non avrebbe partecipato al procedimento giudiziario e i proprietari contrari al taglio non sarebbero stati informati in tempo per intervenire. Il risultato è che oggi l’acero non c’è più. E il paradosso, per chi vive e frequenta la Residenza Boldona, è anche un altro. Il parco si estende su circa 18mila metri quadrati e ospita numerosi alberi di grandi dimensioni. Alcune delle piante presenti hanno un valore storico e sono sottoposte a vincoli di tutela. E proprio in questo contesto, racconta la condomina, ci sarebbero altri alberi che meriterebbero attenzione per le loro condizioni.
«Abbiamo piante in situazioni molto più critiche, che se cadessero potrebbero finire sulle case o provocare danni importanti. Con i temporali sempre più violenti, nel parco perdiamo anche tre o quattro alberi all’anno. Il nostro acero, invece, era sano, bello, forte, faceva ombra e aveva almeno quarant’anni. Avrebbe potuto vivere ancora per decenni». Parole che raccontano non soltanto il dispiacere per la perdita di una pianta, ma anche la preoccupazione per quello che potrebbe accadere in futuro. Perché, al di là della vicenda giudiziaria, l’abbattimento dell’acero 156 ha riacceso il confronto sul valore del verde condominiale e sulla necessità di tutelare un patrimonio che, per molti residenti, va ben oltre la singola proprietà. «La cosa importante è che si sia risvegliata una coscienza collettiva, che le persone si siano unite per un ideale che va oltre il singolo caso. È importante che non accada più».
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