Guarda medica via da Mandello: «Scelta obbligata»

Mandello dice addio alla guardia medica. In un’assemblea pubblica il direttore generale di Asst Lecco ha spiegato le ragioni del trasferimento nella Casa di Comunità di Bellano.

Mandello del Lario

Chiusa la guardia medica di via degli Alpini a Mandello, l’Azienda socio sanitaria territoriale ha incontrato i cittadini per fare il punto.

Chiusura, come ribadito da Marco Trivelli, direttore generale dell’Asst: «Dovuta alla necessità di portare il servizio nella nuova Casa di Comunità di Bellano per non perdere il finanziamento di un milione e mezzo di euro arrivato dal Pnrr». Il sindaco Riccardo Fasoli è stato il primo a sollevare perplessità sulla scelta di chiudere la guardia medica e ci ha chiesto anche dei colloqui che poi non siamo riusciti ad organizzare, e le Amministrazioni comunali di Mandello, Abbadia e Lierna non avrebbero potuto bloccare la scelta di trasferimento».

Lunedì in prima serata, al cineteatro De André, alla presenza di una sessantina di persone, sono arrivati tutti i chiarimenti, lontani da qualsiasi polemica politica dovuta anche alle amministrative di fine maggio.

Trivelli ha fatto il quadro della situazione generale.

Sono stati 1452 gli accessi alla guardia medica di Mandello nel periodo dal 23 luglio - giorno in cui è entrato in funzione il numero 116.117 da chiamare prima di recarsi in guardia medica - al 4 febbraio, pochi in orario notturno, solo 67 e di questi vari per accertamento di decesso. Nella fascia serale sono stati invece 605 e 780 in orario diurno. Un dato quest’ultimo da leggere con molta attenzione in quanto non va considerato per i 196 giorni presi a monitoraggio, ma sul fine settimana ovvero 56 giorni in quanto in orario diurno la guardia medica è attiva il sabato e la domenica, oltre ai festivi: il 15 agosto; il 24, 25 e 26 dicembre; il 31 dicembre e l’1 gennaio, e il 6 gennaio.

In poche parole 780 accessi su 63 giorni per 12 richieste giornaliere.

«Per le urgenze a Lecco e Merate c’è il pronto soccorso. Malconcio e che costringe a lunghe attese? È vero, però c’è e posso garantire che tutti i casi urgenti vengono intercettati nel giro di non più di due ore», ha rimarcato Trivelli.

La nuova norma parla di una Casa della comunità ogni 50mila abitanti, otto in provincia di Lecco e 200 in Lombardia, con presenza del medico e infermieristica sette giorni su sette.

«Spiace aver perso il servizio a Mandello e dobbiamo scusarci per non esserci relazionati dopo dicembre con i sindaci di Mandello, Abbadia e Lierna, ma alla scelta attuata non c’erano alternative e fin d’ora posso assicurare che le Case della comunità, compresa dunque quella di Bellano cui ora devono fare riferimento i cittadini di questi tre Comuni, saranno una presenza importante, una realtà viva e costituiscono una soluzione affidabile e sicura. Perdere la guardia medica, che è stata possibile con il supporto del Soccorso degli alpini, è sicuramente un impoverimento, ma la sanità sta cambiando».

Presenti Eugenio Scopinaro, medico dirigente del Dipartimento Cure primarie, che ha spiegato come funziona il 116.117; oltre a Gianluca Peschi, medico della Direzione socio sanitaria dell’Asst, e Antonio Cusumano, direttore del Distretto di Bellano della stessa Asst.

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