Bellagio, settant’anni di storia dell’Hotel Du Lac

La famiglia Leoni celebra l’anniversario di un albergo simbolo. Luca Leoni, presidente di Federalberghi Como, riflette sul futuro del turismo e sulla gestione dei flussi. Serve dare priorità ai mezzi pubblici per residenti e lavoratori.

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«Siamo qui a festeggiare quello che avevano iniziato i miei genitori nel 1956. Lo abbiamo portato avanti con orgoglio, tra fatiche e momenti duri. Oggi ho tre figli e un nipotino che continuerà questa storia».

Luca Leoni guarda la piazza gremita, quasi quattrocento invitati, e dentro quelle parole c’è il senso dei settant’anni dell’Hotel Du Lac di Bellagio. Non soltanto l’anniversario di uno degli alberghi simbolo del lago di Como, ma il traguardo di una famiglia che da quattro generazioni lega il proprio nome all’ospitalità lariana. Il lago si colora delle sfumature del tramonto, il sassofono accompagna la serata, i tavoli si riempiono, i calici si alzano. Davanti all’Hotel Du Lac si ritrovano autorità, amici e operatori del turismo. Ci sono i prefetti di Como e di Lecco, i sindaci dei comuni del lago, rappresentanti delle istituzioni civili e militari, imprenditori e cittadini. La storia comincia nel 1956 con Arturo e June Leoni.

Un albergo di famiglia destinato a crescere insieme al lago di Como, quando il turismo internazionale non era ancora il fenomeno globale di oggi. Da allora il Du Lac ha attraversato stagioni diverse, trasformando ogni cambiamento in un investimento: la terrazza panoramica affacciata sull’acqua, gli spazi dedicati al benessere, la ristorazione, l’attenzione costante ai dettagli. Senza però perdere il tratto distintivo di sempre, quello di una gestione familiare che considera anche i collaboratori parte della casa. Oggi al timone c’è Luca Leoni con la moglie Jane, affiancato dai figli Daniele, Francesco e Federico. Una famiglia che continua a investire e a progettare il futuro, sapendo che l’ospitalità non si misura soltanto con le stelle di un albergo, ma con la capacità di far sentire accolti gli ospiti. È forse questo il segreto che ha permesso al Du Lac di attraversare sette decenni senza smarrire la propria anima.

Per Leoni la festa diventa anche l’occasione per affrontare uno dei temi più delicati del momento, quello dell’overtourism. «A noi questa parola non piace. Ci piace il turismo e dobbiamo imparare a gestirlo. Se Bellagio, Varenna e il centro lago sono scelti da milioni di persone è perché sono luoghi belli, famosi e conosciuti».

Più che parlare di emergenza, l’albergatore invita a lavorare sulla destagionalizzazione e sulla distribuzione dei flussi, perché il successo non diventi un problema ma una risorsa governata con intelligenza. Poi indica quella che considera la vera priorità. «Dobbiamo fare in modo che pendolari, lavoratori e studenti abbiano la precedenza sui mezzi pubblici. Quando loro possono muoversi senza difficoltà, anche i turisti vivono un’esperienza migliore». Un messaggio rivolto alle istituzioni presenti. Perché un territorio che vive di turismo non può dimenticare chi lo abita ogni giorno. Tra brindisi, fotografie di famiglia e l’abbraccio di un’intera comunità, il Du Lac spegne settanta candeline guardando avanti. Sullo sfondo resta il lago, quello che ogni giorno milioni di fotografie raccontano al mondo. Ma ci sono storie che nessuna cartolina riesce a contenere. Quella della famiglia Leoni è una di queste.

. Video di Barbara Gerosa Bellagio celebra i 70 anni dell'Hotel Du Lac

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