Lierna: sopralluogo di Italia Nostra all’antenna
In attesa che il Tar si pronunci, l’associazione si chiede: «Per agevolare la telefonia, dobbiamo rinunciare alla bellezza?»
Lierna
In attesa che il Tar di Milano discuta il ricorso inoltrato da un gruppo di residenti contro l’antenna per la trasmissione dei dati in mobilità 5G posizionata in frazione Genico, “Italia Nostra”, l’associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico artistico e naturale, con il presidente della sezione comasca Darko Pandakovic ha fatto un sopralluogo. Una lunga vicenda quella dell’antenna che si trascina da un anno e mezzo. «Per agevolare la grande rete della telefonia, che non è visibile all’occhio, dobbiamo rinunciare alla bellezza degli ampi paesaggi che sono la felicità quotidiana della nostra vita sul lago? - si chiede il presidente di “Italia Nostra” -, il paesaggio del lago è cambiato.
L’elemento introdotto è in chiara contrapposizione con la configurazione morfologica presente. Un episodio di “ordinaria distruzione” della percezione del paesaggio lariano. Immaginiamo questo paesaggio come fosse un mosaico costituito da tante tessere: progressivamente, una per una, le tessere vengono a mancare, e la percezione globale si fa più confusa, l’occhio viene distratto e si perde l’insieme, si perde soprattutto l’integrità che per tanti secoli gli abitanti del lago hanno saputo conservare». Il referente dell’associazione entra poi nel merito delle procedure «che gli organi preposti alla tutela avrebbero dovuto seguire, trattandosi di area paesaggisticamente vincolata, si resta perplessi riguardo all’assenza della Soprintendenza competente di Milano che non solo non ha partecipato alla Conferenza dei servizi del 25 luglio 2024 indetta dalla Suap per conto della Comunità Montana Valsassina, su delega del Comune, ma non ha espresso alcun parere, redendo attivo il silenzio assenso - sottolinea Pandakovic -. L’area è interessata non solo dal vincolo di rispetto paesaggistico per il vicino corso d’acqua, ma anche nel Pgt è segnalata come “area boscata di elevata incidenza visiva”.
Se la Soprintendenza non riconosce l’evidente aggressione al paesaggio per un simile “antennone” in sito vincolato, adiacente al sentiero del Viandante, quale è il suo ruolo?» Antenna che è sorta quasi a sorpresa. «Se la collettività fosse stata messa al corrente, avrebbe saputo argomentare circa l’ubicazione dell’antenna, come è avvenuto a posteriori, con l’indicazione agli operatori dell’area boscata soprastante l’ex seminario. Per questa area, certamente più defilata dai panorami, con l’antenna circondata da alberi, gli operatori si sono dichiarati disponibili: ma l’antenna era già stata installata e il trasporto avrebbe richiesto una spesa di 260mila euro e si pretendeva che la pagassero i cittadini», aggiunge il referente di “Italia Nostra”.
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