Mandello piange Alfio Micheli, storico collaudatore Moto Guzzi
È scomparso a 75 anni Alfio Micheli, per oltre vent’anni capo-collaudatore della Moto Guzzi. Professionista riservato ma stimato, ha legato la sua carriera al mondo delle corse e allo sviluppo delle motociclette della casa mandellese.
Lettura 1 min.Mandello del Lario
Se n’è andato a 75 anni Alfio Micheli, figura molto conosciuta a Mandello grazie al suo lavoro alla Moto Guzzi, azienda per la quale è stato per oltre vent’anni capo-collaudatore.
Persona schiva e poco incline alla ribalta, Micheli ha sempre svolto il proprio ruolo con grande dedizione e competenza. Il lavoro del collaudatore, spesso poco valorizzato, richiede infatti non solo abilità di guida, ma anche solide conoscenze meccaniche: caratteristiche che Micheli possedeva entrambe.
Era frequente vederlo attraversare il cancello di via Parodi in tuta di pelle, impegnato nei test delle moto appena uscite dalle linee di produzione, con l’obiettivo di individuarne eventuali difetti e migliorarne la sicurezza.
La sua passione per le moto lo aveva portato anche alle competizioni. Nel 1977 firmò un successo particolarmente ricordato dai mandellesi, vincendo la Ballabio–Piani Resinelli a bordo di una Harley Davidson 250 da lui stesso utilizzata anche in pista. Percorse i 7,2 chilometri del tracciato alla media di 72,501 km/h, imponendosi su un percorso con 14 tornanti.
In carriera aveva sfiorato anche il titolo italiano nella classe 250 nel 1975, sempre con Harley Davidson. Non mancò poi la sua esperienza con Yamaha, in diverse cilindrate, dalla 250 alla 500 e fino alla 750, confermando il suo talento.
Micheli fu protagonista anche nelle gare di endurance, tra cui la 24 Ore del Bol d’Or, dove il Team Lammers lo volle in squadra in sella alla Moto Guzzi, marchio che conosceva a fondo. Indimenticabile anche la sua partecipazione alla 200 chilometri di Monza, impegnato nello sviluppo della Moto Guzzi 1100 Sport, occasione in cui si presentò al via con il numero 33, scherzando sul possibile significato di quel numero.
Al termine della gara ricevette anche i complimenti del dottor John Wittner per il lavoro svolto nello sviluppo della moto. Lascia la moglie Eliana Mercalli e le figlie Silvia e Mara.
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