Mandello: van Dijk suona l'organo Prati del 1674

Il maestro olandese ha definito lo strumento «un ponte tra culture». Ha elogiato anche l'organo Carnisi di Olcio.

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Si è conclusa a Mandello del Lario la Master Class di perfezionamento organistico "Sweelinck & Friends", guidata dal maestro Pieter van Dijk presso il Santuario della Madonna del Fiume. L'iniziativa, promossa dall'Accademia Maestro Raro e dall'Associazione Scanagatta Zucchi con il patrocinio del Comune, ha coinvolto giovani organisti nello studio della letteratura musicale nordeuropea.

I partecipanti hanno lavorato su uno strumento d'eccezione: lo storico organo del 1674 della scuola comasca di Carlo Prati. Al termine dei lavori, van Dijk ha commentato l'esperienza con una frase che evidenzia la versatilità dell'artigianato italiano: «Non mi aspettavo che un organo italiano riuscisse a parlare olandese». La dichiarazione sottolinea come lo strumento sia riuscito a rendere le sfumature della musica di Jan Pieterszoon Sweelinck e dei suoi contemporanei.

Il concerto finale ha visto l'esibizione di Valentino Grandini, Matteo Di Fiore, Alessandro Dei e Luca Gorla. Prima della masterclass, il maestro aveva già visitato Olcio, dove ha provato l'organo Carnisi del 1853, definendolo lo strumento ottocentesco più bello che abbia mai suonato.

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