Mandello, Villa Maggio diventa un hotel: è polemica

L’associazione “Famiglia dell’Ave Maria” ha ceduto la proprietà che diventerà una struttura ricettiva. Il sindaco Fasoli: «Qui sono state accolte persone in difficoltà per quasi cinquant’anni, con tanta generosità»

Lettura 1 min.

Mandello del Lario

Fine di un’epoca: l’associazione “Famiglia dell’Ave Maria” ha venduto Villa Maggio a Olcio, per decenni casa di accoglienza.

Una vendita che lascia vari punti interrogativi. Per quanto riguarda il futuro della struttura, la società di Varese che l’ha acquisita, ha deciso di darle una destinazione turistico ricettiva, considerata la posizione di richiamo direttamente sul lago.

Il sindaco

Commenta il primo cittadino Riccardo Fasoli: «Con questa vendita Mandello perde più di una casa, di un edificio, perde una lunga storia. Per quasi cinquant’anni, dal 1978, Lucia Giavarini e Giuliano Pedroncelli ne hanno fatto un luogo dove nessuno veniva escluso. Qui si offriva un pasto a chi ne aveva bisogno, operai compresi. Qui trovavano un tetto le persone in difficoltà, e molte sono arrivate anche su richiesta del Comune».

Una chiusura che lascia senza parole anche perché «non ci sono mai stati problemi economici grazie alla capacità, ai sacrifici e alla dedizione di Lucia e Giuliano, che non si sono mai concessi un solo giorno di vacanza: sempre presenti. La nostra impressione è che Villa Maggio sia stata sacrificata per sanare le difficoltà economiche dell’associazione “Famiglia dell’Ave Maria” - prosegue Fasoli -. Da qualche anno si parlava della vendita. Abbiamo chiesto ai nuovi proprietari di permettere a Lucia e a Giuliano di restare finché il progetto non sarà definito. In questi mesi, insieme a loro e a chi oggi vive nella casa, stiamo lavorando per trovare soluzioni che non disperdano quello che è stato costruito».

Ninetta Parodi, ultima proprietaria di Villa Maggio, scelse per testamento di lasciarla alla “Famiglia dell’Ave Maria” - associazione di fedeli eretta canonicamente dal Vescovo di Pavia fondata all’inizio degli anni Cinquanta da Maddalena Carini - affinché diventasse un luogo di accoglienza. Ora con la vendita viene meno la finalità decisa alle origini.

Lo scorso dicembre i coniugi Pedroncelli avevano ricevuto la benemerenza “Grigna d’oro” da parte del Comune. Nel tempo hanno accolto fragili ed emarginati. «Non hanno mai detto no alle richieste di aiuto di chiunque, con semplicità e discrezione. Lucia e Giuliano incarnano con la loro vita quotidiana un modello di umanità generosa, sacrificio personale e sollecitudine fraterna valori oggi rari. Sono esempio per tutta la nostra comunità e orgoglio per Mandello», aveva spiegato il sindaco Riccardo Fasoli. Ora però l’associazione “Famiglia dell’Ave Maria” ha scelto di sfrattarli, da parte del Comune c’è il massimo impegno a trovare una soluzione per permettere loro di portare avanti quanto intrapreso in un’altra struttura, così da evitare che tanti sacrifici vengano vanificati.

© RIPRODUZIONE RISERVATA