Monte Piazzo, si cercano le cause del crollo in galleria

Nella Monte Piazzo ripartono i lavori dopo la morte di Sylvester Tegang

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Colico

Proseguono gli accertamenti della magistratura dopo il drammatico incidente sul lavoro costato la vita a Sylvester Tegang, l’operaio 27enne originario del Camerun morto nella notte tra martedì e mercoledì all’interno del cantiere della galleria Monte Piazzo, lungo la Statale 36. L’area dell’incidente è stata sottoposta ai rilievi del magistrato di turno, delle forze dell’ordine e degli enti competenti. Le verifiche proseguono per ricostruire con precisione le cause del cedimento e accertare il rispetto delle procedure di sicurezza adottate nel cantiere. La Procura ha aperto un fascicolo d’indagine sulla morte dell’operaio e sta lavorando per chiarire la dinamica dell’accaduto e individuare eventuali responsabilità.

Al centro degli accertamenti ci sono le modalità delle lavorazioni, le condizioni di sicurezza del cantiere e l’organizzazione del lavoro, anche in relazione alla complessa rete di imprese coinvolte nell’intervento. Le verifiche riguardano in particolare l’attività di Avm Srl di Milano, società da cui dipendeva direttamente il giovane operaio, di Crezza Srl di Gordona, dove Tegang operava in distacco, e di Collini Lavori Spa di Civate, impresa affidataria dei lavori commissionati da Anas per il completamento della canna nord della galleria. Sul fronte operativo, al momento non risultano aree della galleria sottoposte a sequestro. Dopo gli interventi immediati di messa in sicurezza e i rilievi effettuati nelle ore successive all’incidente, la galleria è stata regolarmente riaperta al traffico alle 5.30 del mattino seguente, come previsto. Anas ha comunicato che il cantiere prosegue secondo il programma stabilito e che la ricostruzione dell’accaduto è ora affidata agli organi competenti. La società ha inoltre confermato la propria collaborazione con la magistratura per consentire di chiarire ogni aspetto della vicenda. Per quanto riguarda la programmazione dei lavori, non sono state segnalate modifiche. È confermata la sospensione delle attività durante il periodo dell’esodo estivo, dall’8 al 22 agosto, con la ripresa del cantiere al termine della pausa.

«Di fronte a una tragedia di questa portata non si può che essere vicini alla famiglia del lavoratore deceduto e all’azienda per cui lavorava – ha dichiarato il sindaco di Colico Monica Gilardi –. Hanno tutta la mia vicinanza. Non entro nel merito della dinamica o della sicurezza del cantiere, perché saranno le indagini a stabilire cosa è accaduto. È un cantiere molto attenzionato, che dura da anni, ma non spetta a me esprimere valutazioni tecniche». L’incidente riporta nuovamente al centro il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Sylvester Tegang era arrivato in Italia dal Camerun nel 2024, dopo un lungo viaggio, e aveva trovato impiego nel settore dell’edilizia. Era stato accolto nel Centro di accoglienza straordinaria (Cas) di Colico, gestito dalla Comunità Il Gabbiano. Nel gennaio 2025 aveva lasciato il circuito dell’accoglienza dopo circa un anno di permanenza, avviando un percorso di autonomia comune a molti giovani migranti che, una volta trovato un lavoro, cercano una sistemazione indipendente. Aveva continuato a vivere a Colico e a lavorare come operaio nei cantieri. Poi la tragedia, proprio sul luogo di lavoro.

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