Morbegno, lunedì pomeriggio l’ultimo saluto a Paola Curtoni e Paolo Bottà
I funerali della coppia morta nel tragico incidente di sabato scorso saranno celebrati nella chiesa di San Giuseppe. Giovedì sera molte persone avevano partecipato alla veglia di preghiera per i due coniugi
Lettura 1 min.Morbegno
Saranno celebrati domani pomeriggio,alle 14.30 nella chiesa di San Giuseppe, i funerali di Paola Curtoni, 52 anni e del marito Paolo Bottà, di tre anni più anziano, i due coniugi vittime dell’incidente stradale avvenuto a Morbegno, in via Forestale, nel primo pomeriggio di sabato scorso.
Venerdì mattina, infatti, sono state effettuate le autopsie nell’obitorio dell’ospedale civile di Sondrio, da parte dell’anatomopatologo Luca Tajana dell’Istituto di medicina legale dell’Università di Pavia, affiancato dai collaboratori del suo staff, dopodiché la Procura ha dato il nullaosta alla sepoltura.
Il ricordo
La famiglia, pertanto, ha potuto organizzare il funerale con l’agenzia di pompe funebri De Gerolami della città del Bitto e la mesta cerimonia si terrà nel primo pomeriggio di domani, La funzione religiosa è programmata nella chiesa di via V Alpini, quella del quartiere nel quale risiedevano i due coniugi. Ad annunciarlo, nei numerosi manifesti funebri affissi in città, i figli Samuele di 24 anni, Mattia di 22 con la loro sorella Aurora, soltanto quindicenne, unitamente alle mamme Adele e Augusta, la sorella Ivana con Andrea, i fratelli Alberto e Giuseppe con Lorenza, gli zii, i nipoti Anna, Lisa e Isaia, gli amici e i parenti tutti.
Dopo la cerimonia religiosa Paola e Paolo proseguiranno, per il loro ultimo viaggio terreno, per il tempio crematorio Lombardo di Albosaggia.
I due coniugi, per le visite, si trovano nella casa funeraria di Morbegno, situata in via Damiani 44. Gli orari delle visite sono i seguenti: mattino 9-12 e pomeriggio 14-20.
Nella chiesa di San Giuseppe, dove verrà dato l’ultimo saluto a Paola, infermiera da circa tre anni del reparto di Oncologia dell’ospedale di Sondrio, e al marito Paolo, oss nell’ex ospedale di Bellano, nella serata di giovedì molti fedeli si sono ritrovati per una veglia di preghiera dedicata ai due morbegnesi, tanto stimati e benvoluti. Si è trattato di un toccante momento comunitario di ricordo e riflessione, guidato dall’arciprete don Giuseppe Longhini.
La vita donata
«Dio ci chiama un giorno ad essere sempre con lui in una comunione profonda - ha affermato il sacerdote -. Secondo la logica che c’è nella natura: un chicco, un seme, per potere dare frutto deve morire, deve marcire sottoterra per portare frutto.
E allora chissà che anche queste morti possano essere per ciascuno di noi un modo per raccogliere qualche frutto, qualche seme di speranza, di generosità, uno sguardo nuovo più vero e profondo sulla nostra vita, su quello che stiamo facendo, sul senso che stiamo dando alla nostra vita. Se anche noi accettiamo quello che Gesù ci ha detto - ossia “se vuoi salvare la tua vita devi donarla, devi perderla” - Paolo e Paola hanno donato la loro vita. L’hanno donata principalmente come coppia nel loro essere coniugi, marito e moglie; l’hanno donata per i loro figli; l’hanno donata anche nelle loro professioni, nel loro servizio e in tanti altri modi che ciascuno di noi porta nel cuore».
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