Nuova truffa via Sms sulla Tari: attenzione ai numeri
Sempre più persone ricevono messaggi che segnalano presunte anomalie nel pagamento della tassa sui rifiuti. L’obiettivo è sottrarre il credito telefonico o dati sensibili
Mandello del Lario
Gira una nuova truffa. Questa volta si punta alla Tari, la tassa legata ai rifiuti urbani. Sono sempre più numerose le persone che stanno ricevendo un sms, messaggio sul telefonino, nell’area del mandellese e in altri paesi del lago, che rimarca presunte irregolarità nel pagamento del tributo, invitando a chiamare con urgenza il numero indicato al più presto, spesso con prefisso a tariffazione speciale come 893 o 895, creando un senso di urgenza per spingere l’utente a reagire rapidamente senza verificare la fonte. E così c’è chi preso dal panico di non aver pagato la Tari ha rischiato di finire nella nuova truffa.
È alto il pericolo di vedersi sottratto il credito telefonico visto che il numero solitamente ha una tariffazione elevata al minuto, e così pure quello sulla sicurezza dei dati personali: chiamando o proseguendo l’interazione si può diventare vittime di phishing, ovvero truffa che sfrutta proprio messaggi e chiamate per richiedere informazioni sensibili come il codice fiscale ma anche le coordinate del conto bancario.
L’invito è a mantenere alta l’attenzione, utilizzare solo canali ufficiali per verifiche e non interagire con numeri o link sospetti.
E chi ha qualche dubbio sul pagamento della Tari può contattare il proprio Comune e chiedere chiarimenti.
Truffe sempre più curate nei dettagli tanto da sembrare delle comunicazioni ufficiali; nei mesi scorsi nel mandellese ci sono stati vari allarmi, come la telefonata di un finto addetto della propria banca che chiedeva di spostare dei soldi su un altro conto corrente, a trarre in inganno era stato il numero sul display tanto simile a quello dell’istituto di credito così da ridurre i sospetti.
A chi domandava ulteriori precisazioni sollevando dubbi viene fornito il numero di una fantomatica caserma dei carabinieri, ed anche in questo caso molto simile a quello autentico, peccato che dietro il ricevitore a rispondere c’era un complice del truffatore.
Per non parlare del messaggio falso ma ben costruito tanto da sembrare vero: «Nexi: è stato richiesto un pagamento da eur 1.400 dal suo conto corrente, se non è stato Lei chiami il servizio antifrode 350.9242545». Nel testo c’erano però lettere maiuscole e parole scritte male che avevano fatto comprendere il tentativo di inganno.
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