Tragedia alla Monte Piazzo: il cantiere da 77 milioni per mettere in sicurezza la galleria
La morte dell’operaio di 27 anni riaccende l’attenzione sul maxi intervento Anas in corso tra Colico e la Valtellina. Un’opera strategica finanziata con i fondi delle Olimpiadi Milano-Cortina, che prevede la ricostruzione completa della galleria, nuovi sistemi di monitoraggio e lavori destinati a proseguire fino alla fine del 2026
Lettura 1 min.Colico
Il drammatico incidente sul lavoro avvenuto nel cantiere della galleria Monte Piazzo, lungo la Statale 36, costato la vita a un operaio di 27 anni, ha riportato ancora una volta l’attenzione su uno dei cantieri più seguiti e discussi della provincia. Una tragedia che riaccende i riflettori su un’opera strategica per i collegamenti tra il Lago di Como e la Valtellina, da tempo al centro del dibattito pubblico per la complessità degli interventi e per i disagi alla circolazione causati dai lavori.
Qui Anas sta portando a termine il più importante intervento mai realizzato sulla galleria: un investimento da 77 milioni di euro, finanziato con le risorse delle Olimpiadi Milano-Cortina. Solo due settimane fa, durante un incontro pubblico all’auditorium “Michele Ghisla” di Colico, Anas aveva illustrato lo stato di avanzamento dei lavori e le prospettive future dell’infrastruttura. Il responsabile della Struttura territoriale Lombardia di Anas, Matteo Giuseppe Castiglioni, aveva ricordato come la galleria Monte Piazzo, costruita negli anni Settanta, attraversi una deformazione gravitativa profonda del Monte Legnoncino, interessato da un corpo di frana ancora attivo che può riattivarsi soprattutto dopo lunghi periodi di precipitazioni.
L’investimento da 77 milioni di euro ha consentito di demolire i rivestimenti deteriorati, consolidare il contorno roccioso, ricostruire integralmente il rivestimento in cemento armato, realizzare l’arco rovescio nei tratti in cui era assente, impermeabilizzare la struttura e adeguare tutti gli impianti tecnologici, dalla ventilazione all’illuminazione fino ai sistemi di sicurezza.
«La galleria è completamente nuova», aveva spiegato Castiglioni. «Non si tratta semplicemente di un consolidamento, ma di una ricostruzione integrale con materiali molto più performanti rispetto a quelli utilizzati all’epoca della costruzione». Tra le principali novità si registra un sistema di monitoraggio permanente che accompagnerà la vita dell’infrastruttura anche dopo la conclusione del cantiere. Sensori installati lungo tutta la galleria controlleranno in tempo reale gli spostamenti del versante e le deformazioni della struttura, consentendo un controllo continuo della situazione della Monte Piazzo.
Al momento dell’incontro pubblico i lavori risultavano completati per circa l’82%. Con la recente riapertura della canna nord è stata ripristinata la normale circolazione lungo la Statale 36. Il cantiere proseguirà comunque fino alla fine del 2026, esclusivamente nelle ore notturne, per completare gli impianti tecnologici e le opere residue.
Lo sguardo è già rivolto anche al futuro. Anas ha infatti affidato a una società di ingegneria milanese lo studio di fattibilità per una variante che consenta di spostare il tracciato fuori dalla parte più attiva della frana oppure, in alternativa, di realizzare un nuovo collegamento che coinvolga anche la galleria di Dervio. Un’opera che potrebbe richiedere un investimento nell’ordine di un miliardo di euro.
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