Lecco, agosto in calo per il turismo sul lago: «Si stima il 20% di arrivi e presenze in meno%»

L’allarme di Fabio Dadati, presidente di Confcommercio Lecco: «Non è una situazione drammatica, ma l’offerta continua a crescere mentre la domanda è stagnante». La speranza è recuperare a settembre, tra eventi e convegni.

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Lecco

Agosto “grigio” per il turismo del ramo lecchese del Lago di Como? Mancano i dati precisi, ma l’impressione è questa. Il mese clou dell’estate segna un calo di arrivi e presenze stimato intorno al 20% rispetto al 2025, un’emorragia che, applicata ai flussi dell’anno scorso — quando la provincia aveva chiuso con 558.637 arrivi e 1.544.487 presenze — potrebbe tradursi in decine di migliaia di pernottamenti persi nel solo mese di punta.

La fotografia arriva da Fabio Dadati, presidente di Confcommercio Lecco e gestore dell’Hotel Promessi Sposi di Malgrate, nonché delegato della Camera di Commercio Como-Lecco per il turismo. “Agosto ha avuto un calo significativo di arrivi e presenze, secondo me intorno al 20% parlando in generale del lago - afferma Dadati - Poi ci sono destinazioni molto note che lavorano tanto (Varenna, n.d.r.), però anche sull’extralusso i “rumors” che ho raccolto mostrano cali. Non c’è una situazione drammatica, assolutamente, perché siamo arrivati così in alto nel 2024 che ora era normale attendersi un assestamento. Però...”. Il presidente invita però a leggere i numeri con cautela: “I dati ufficiali vanno sempre interpretati. Il 2025 sul 2024 ha registrato l’emersione del sommerso degli appartamenti, delle case vacanze, con l’obbligo di dotarsi del Cin (Codice Identificativo Nazionale, un codice assegnato dal Ministero del Turismo alle strutture ricettive e agli immobili adibiti a locazioni brevi, n.d.r.), quindi il dato formale è corretto, ma in termini reali c’è stato un calo effettivo intorno al 4%”.

Il 2026, aggiunge Dadati “mostra sostanzialmente una tenuta, o forse un leggero calo”, con gennaio e marzo in discesa, febbraio sostenuto dalle Olimpiadi, giugno debole e luglio positivo. Il vero nodo è strutturale: “È il secondo anno che il mercato non cresce, però continua ad aumentare l’offerta mentre la domanda è stagnante. Lecco, come le altre località meno note, subisce di più questo problema: chi viene sul lago di Como cerca Bellagio, Menaggio, Cernobbio. Chi viene a Malgrate o a Lecco lo fa perché non trova posto là o perché vuole spendere due o tre volte meno. Alla fine dei conti noi siamo quelli più fragili”. La ricetta, per Dadati, è una sola: “Dobbiamo far diventare veramente destinazione il territorio, in modo vero e serio. Non puoi pensare a iniziative che non siano di spessore nazionale e internazionale. Eventi come il Nameless devi farli, e devi farli ad agosto, che è stato probabilmente il mese peggiore dell’anno e cala costantemente ogni anno”.

La speranza è appesa a settembre: “Sarà un mese eccezionale, c’è di tutto: il Gran Premio di Monza, le feste, i convegni, il Politecnico, e per la prima volta il Lake Como Design Festival anche a Lecco, un successo internazionale con designer da tutto il mondo che mi sono impegnato in prima persona a portare qui. C’è una crescita rispetto all’anno scorso e probabilmente il calo di agosto in parte o tutto lo recuperi. Se va avanti così, l’anno lo chiudiamo alla pari”. Ma la concentrazione di tutto a settembre, avverte Dadati, “non è una buona notizia: vuol dire che non stiamo affrontando agosto nel modo corretto. Tra cambiamento climatico e nuovi costumi, agosto sta diventando il mese meno interessante dell’estate. E il fatto che a Lecco ad agosto ci siano pochissime iniziative fa sì che la città sia sempre più vuota di lecchesi, con una pessima frequentazione”. Infine l’appello: “Ci vuole gente capace, grandi manager, perché stiamo parlando di destinazioni a livello mondiale. Se invece non ragioniamo così, conviene cedere gli alberghi e mettersi a fare qualcos’altro: la prospettiva, con tutto quello che apre, non sarà positiva”.

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