Un tuffo nel lago per salutare il 2026

A Mandello una trentina di persone hanno sfidato il freddo e si sono fatti un bagno nordico

Mandello

Trentaquattro coraggiosi hanno sfidato il freddo con un tuffo di buon auspicio per accogliere il 2026. A mezzogiorno di ieri, primo gennaio, tra il tifo dei tanti presenti radunati sulla spiaggia della darsena Falck il tradizionale bagno nel lago in una giornata da temperature di pochi gradi sopra lo zero. Un freddo pungente che non ha spaventato i partecipanti arrivati da varie zone del lecchese ma anche da Cremona e dalla Valtellina grazie al tamtam. Tra loro due sorelline mandellesi Diana e Caterina di 10 e 12 anni, che non si sono fatte spaventare dal freddo. Il meno giovane e per così dire anche storico partecipante dell’iniziativa è stato Luciano Benigni, che per questo tuffo ha fatto da coordinatore portando alcune novità tra le quali un gazebo dove cambiarsi, un sottofondo musicale e le bevande calde preparate dagli alpini. E’ stato poi presentato il progetto di Oscar Ongania che sta realizzando un rifugio in Nepal, reso possibile grazie ad offerte e iniziative tutte “made in Mandello”, e che per l’occasione ha partecipato al tuffo. Luca Mambretti invece è arrivato direttamente da Milano con il treno «per fare un bagno di buon auspicio nel lago». Quest’anno c’è stato anche chi ha indossato la gonnellina hawaiana e chi un abito costume anni Venti a righe banche e rosse, chi invece ha preferito tenere la maglietta. A ideare il bagno del primo dell’anno fu Carlo Gilardi, scomparso a gennaio del 2021, e ricordato dall’assessore allo sport Sergio Gatti, 73 anni, che a sua volta si è tuffato nelle acque gelide. Era il 2010 quando i primi a tuffarsi incuranti del freddo, furono Carlo Gilardi e Giordana Redaelli. Ad organizzare l’impresa con Gilardi era stato Roberto Nani, che però al debutto era stato bloccato a casa dall’influenza, recuperando poi negli anni successivi. L’emergenza sanitaria e la scomparsa di Gilardi negli ultimi anni avevano “ridotto” le presenze, ma ieri si è tornati ai vecchi tempi con ben trentaquattro partecipanti di varia età. «E’ una bella iniziativa che piace e che va mantenuta», ha rimarcato Benigni che per l’occasione ha sfoggiato un abito costume anni Venti a righe bianche e rosse, che non è certo passato inosservato. A conclusione un pensiero alle guerre che stanno attraversando il mondo, con un invito alla pace. Un grazie è andato agli alpini per le bevande calde, ai Lagheé che hanno messo a disposizione il gazebo, al Comune, a Fabio Balbi e Silvestro Iannice per l’intrattenimento, e a tutti coloro che si sono dati da fare.

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