Una pioggia di luci e stelle per l’ultimo saluto a Edoardo Bartesaghi
Il funerale del giovane vittima di un incidente in moto. I compagni e i volontari del Soccorso alpini gli hanno reso omaggio.
Lettura 1 min.Mandello del Lario
Una pioggia di luci e stelle con fumogeni colorati, palloncini bianchi liberati in cielo. Fiori candidi sulla bara. In tanti nel pomeriggio di oggi nella chiesa del Sacro Cuore hanno portato l’ultimo saluto a Edoardo Bartesaghi, per i più «Dodo», 18 anni, vittima di un incidente. Distrutti dal dolore i familiari lo hanno ricordato con tante parole d’affetto.
«Ho riletto le tue lettere e i tuoi messaggi, ti prometto che mi farò forza, e questa volta non sistemerò la tua camera ma lascerò il disordine per ricordarti così come eri», le parole di mamma Zelda.
«Mi impegnerò per portare a compimento i tuoi desideri, i tuoi progetti, e quando sarò in montagna sulle cime ti penserò e saremo più vicini, ci parleremo», ha proseguito la mamma. «In questi momenti stiamo navigando senza bussola. Spero di essere riuscita a farti il funerale che volevi».
Un dolore infinito, le lacrime trattenute a stento, e gli abbracci ai genitori Fabio e Zelda, e al fratello Colò.
I compagni di classe, della quarta ad indirizzo socio-economico di Maria Ausiliatrice di Olate a Lecco, hanno ricordato quando durante le lezioni non sempre ascoltavano i docenti e giocavano sui tablet.
La fidanzata, tra le lacrime, ha parlato di lui in modo molto affettuoso invitandolo a non fare troppo caos in paradiso. «Mi sono vestita di bianco, come una sposa, eri venuto a trovarmi in Spagna, eri tanto per me: grazie di esserci stato, e mi raccomando non bere troppo Don Perignon su tra le nuvole».
Il fratello Nicolò, tra le lacrime: «Non ti dimenticherò mai, sarai sempre con noi».
Un ragazzo con tanta voglia di fare, un anno fa aveva iniziato il suo percorso di volontario al Soccorso alpini.
Nella notte tra sabato e domenica tornava da una serata con gli amici trascorsa a Lecco, quando uscito dall’ultima galleria prima dello svincolo che porta verso Abbadia, avrebbe avuto un problema alla moto, una 125.
Sarebbe sceso per controllare il guasto e poi proseguire lungo la statale 36 spingendo il mezzo, quando un’auto lo ha travolto e per lui non c’è stato più nulla da fare.
A celebrare le esequie don Tommaso Frigerio, sacerdote a Somana, amico di famiglia che, con don Andrea Giorgetta e il parroco don Giuliano Zanotta, ha tratteggiato il carattere di Edoardo: un ragazzo dal grande cuore che
«C’è una sensazione che non si riesca trovare risposta a quanto successo. Siamo come vasi rotti, siamo qui disarmati che alziamo gli occhi per donare speranza. Giorni di smarrimento per tutti», ha rimarcato don Frigerio.
I volontari del Soccorso alpini gli hanno dedicato la preghiera del soccorritore e hanno fatto cordone sulla scalinata sia all’uscita che all’ingresso, e poi la pioggia colorata di stelle e luci, come avrebbe voluto Edoardo.
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