Cronaca / Lecco città
Mercoledì 13 Maggio 2026
A Lecco arrivano le telecamere per stanare chi abbandona i rifiuti
Stanno per arrivare a Lecco tre nuove postazioni mobili di videosorveglianza dedicate al contrasto dell’abbandono dei rifiuti. Ancora incerti invece i tempi per il nuovo centro del riuso
Lecco
Saranno installate entro il mese di maggio le tre postazioni di videosorveglianza dedicate nello specifico a contrastare l’abbandono dei rifiuti. La fornitura di questo sistema di videosorveglianza mobile, basato in parte sull’intelligenza artificiale, è stata commissionata da Palazzo Bovara lo scorso 7 maggio all’impresa bolognese Alma Sicurezza per una spesa complessiva di 30.445 euro.
«Gli apparati verranno installati nel mese di maggio – precisa il Comune in una nota – e forniremo all’operatore un elenco dei punti più sensibili sotto il profilo dell’abbandono. L’operatore e il Comune sottoscriveranno a breve anche tutta la documentazione necessaria ai fini della corretta gestione in termini di privacy per la tutela delle immagini».
Era stata la stessa ingegnere Chiara Brebbia, dirigente dell’Ufficio Ambiente di Palazzo Bovara, ad annunciare l’iniziativa durante la commissione di fine marzo, precisando: «Le telecamere funzionali alla sicurezza pubblica non possono essere utilizzate per accertamenti in materia di rifiuti anche se alcuni cestini sono posizionati sotto un dispositivo».
In quella stessa occasione l’assessore all’Ambiente Renata Zuffi aveva sottolineato l’intenzione dell’amministrazione di ridurre progressivamente il numero di campane per la raccolta dei rifiuti tessili nel corso del 2026 per contrastare l’effetto “discarica” che si crea intorno a queste campane.
Sul fronte della raccolta e del riciclo dei rifiuti, tuttavia, il dossier più delicato è quello relativo al nuovo centro per il riuso. Lo scorso 8 maggio si è chiusa la gara bandita da Silea per individuare un operatore economico a cui affidare il compito di realizzare la struttura nell’area accanto al nuovo centro di raccolta lungo viale don Ticozzi. Non è dato sapere al momento né quante candidature siano arrivate né quanto tempo ci vorrà per assegnare l’appalto e di conseguenza far partire i lavori. La spesa complessiva prevista per quest’opera è pari a 1.463.000 euro ed è coperta in parte con risorse proprie del Comune di Lecco ed in parte con una lunga lista di contributi: 130.000 euro - fondi Pnrr, 215.000 euro - contributo del bando “Ri.circo.lo” di Regione Lombardia; 114.000 euro - contributo di Fondazione Cariplo; 115.000 euro – contributo Silea.
L’iter di quest’intervento ha subito degli importanti rallentamenti negli scorsi mesi perché i risultati delle indagini ambientali hanno evidenziato la necessità di eseguire una bonifica più approfondita di quella prevista inizialmente su un’area che in passato ospitava un’attività di cava protagonista di alcuni episodi di cronaca giudiziaria per legami con la criminalità organizzata. La principale incognita riguarda ora i tempi con cui potrà essere realizzato il nuovo centro del riuso, soprattutto perché il contributo Pnrr da 130.000 euro, come tutti i fondi Pnrr, è legato al rispetto di specifiche scadenze.
Con i cantieri del nido di Bonacina e del nuovo lungolago ormai sulla via della conclusione, il nuovo centro per il riuso rimane il più incerto tra i dossier Pnrr ancora aperti all’ombra del Resegone.
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