A Lecco i cinquantini vanno a ruba

Secondo i dati Aci e Censis, nel Lecchese vengono rubati più ciclomotori che moto. Un fenomeno che da anni interessa soprattutto il capoluogo e che colpisce in particolare i giovani proprietari di scooter, motard ed enduro 50

Lettura 1 min.

Lecco

In provincia di Lecco si rubano più ciclomotori che motociclette. È questo il dato più curioso e allo stesso tempo preoccupante che emerge dalle statistiche elaborate da Aci in collaborazione con il Censis sui furti di veicoli a due ruote in Lombardia.

Con 48 ciclomotori rubati, il territorio lecchese si colloca ai vertici della graduatoria regionale. Davanti a Lecco figurano soltanto Milano con 495 furti, Monza con 100, Bergamo con 98 e Brescia con 69. Il dato del Lecchese è pari a quello della provincia di Varese e risulta particolarmente significativo se rapportato alle dimensioni del territorio e al numero di veicoli circolanti.

Ancora più evidente è il confronto con le motociclette. Nello stesso periodo analizzato, infatti, in provincia di Lecco sono state rubate 33 moto, ben quindici in meno rispetto ai ciclomotori sottratti ai proprietari. Una situazione in controtendenza rispetto a quanto avviene nella maggior parte della Lombardia, dove generalmente sono le moto di cilindrata superiore a rappresentare l’obiettivo principale dei ladri.

Secondo quanto evidenziato dai dati, Lecco non è l’unica eccezione. Anche nelle province di Cremona e Mantova i furti di ciclomotori superano quelli delle motociclette. Nel Lecchese, tuttavia, il fenomeno è ormai una costante che si ripete da anni.

I veicoli più presi di mira sono i cosiddetti “cinquantini” di nuova generazione. Tra questi spiccano gli enduro 50 e i supermotard, modelli molto apprezzati dai giovani e caratterizzati da linee sportive che spesso li rendono simili a motociclette di cilindrata superiore. Proprio il loro valore sul mercato e la forte richiesta di componenti di ricambio li rendono particolarmente appetibili per la criminalità.

Il capoluogo lecchese è l’area dove si concentra il maggior numero di episodi. Tra i luoghi maggiormente esposti figurano i parcheggi nelle vicinanze degli istituti scolastici. Qui i malintenzionati effettuerebbero prima un sopralluogo per individuare il mezzo da colpire e successivamente agirebbero approfittando dei momenti di minore sorveglianza.

Le modalità dei furti sono diverse rispetto a quelle utilizzate per le motociclette di grossa cilindrata. Se queste ultime vengono spesso caricate su furgoni per essere trasportate altrove, i ciclomotori possono essere sottratti e messi in moto in tempi molto rapidi, permettendo ai ladri di allontanarsi immediatamente nel traffico cittadino.

Resta poi il problema della destinazione finale dei mezzi rubati. In diversi casi le forze dell’ordine riescono a recuperare i veicoli attraverso controlli e verifiche sui numeri di telaio. Non sempre, però, il ritrovamento è possibile. Alcuni ciclomotori, soprattutto motard ed enduro, vengono infatti smontati e i singoli componenti finiscono sul mercato dell’usato, anche attraverso canali online.

Dietro ai numeri ci sono spesso storie di ragazzi e famiglie che si vedono sottrarre un mezzo acquistato con sacrifici o ricevuto come regalo per un traguardo importante, come una promozione scolastica. Per questo il fenomeno dei furti di scooter e cinquantini continua a rappresentare una delle criticità più sentite sul territorio lecchese, nonostante il costante impegno delle forze dell’ordine nei controlli e nelle attività di recupero dei veicoli rubati.

© RIPRODUZIONE RISERVATA