Cronaca / Lecco città
Sabato 07 Novembre 2026
A Lecco il corteo antifascista: nel mirino caro vita e decreti sicurezza
Un centinaio di manifestanti ha attraversato la città per quasi due ore, da piazza Cinque Alpini a piazza Diaz. Nel corteo promosso dalla rete antifascista lecchese slogan contro il governo israeliano, il riarmo, il caro vita e le misure di sicurezza
Lettura 1 min.Lecco
Investimenti sull’edilizia pubblica, istruzione e trasporto pubblico ma anche redistribuzione della ricchezza. Protesta contro i “decreti sicurezza”, contro il genocidio del popolo palestinese ad opera del governo israeliano e contro il capitalismo che svuota i centri cittadini dai propri abitanti. Sono solo alcune delle rivendicazioni del corteo di protesta promosso dalla rete antifascista lecchese che nel pomeriggio ha attraversato una Lecco silenziosa, infreddolita e bagnata dalla pioggia.
La carovana, composta da poco più di un centinaio di manifestanti, è partita piazza quinto alpini e ha camminato per quasi due ore sotto la supervisione delle forze dell’ordine e degli agenti della Digos. Il corteo, ultimo di una lunga serie di manifestazioni di protesta organizzate in questi mesi, è poi terminato in piazza Diaz, davanti al municipio, con qualche ripercussione sul traffico ma senza momenti di tensione. Nel passaggio in via Pascoli, i manifestanti hanno urlato slogan contro il fascismo e hanno ricordato le sanzioni ricevute da chi a fine aprile ha contestato la commemorazione dei simpatizzanti della Repubblica di Salò.
Spazio anche per critiche alla sinistra “istituzionale” e ai sindacati, accusati di aver espresso solidarietà alle forze dell’ordine e ai negozianti che negli ultimi scontri di Milano hanno visto loro vetrine rotte. Contestato anche il ddl antisemitismo, proposto da un parlamentare del Partito democratico. La gran parte degli slogan e dei cori, però, sono stati dedicati al caro vita e alla crescita delle spese militari associata al rafforzamento di misure di repressione del dissenso.
«Il genocidio del popolo palestinese continua da decine di anni, anche dopo la pace trumpiana dell’ottobre 2025 e in assenza dell’interesse da parte dei media. A Gaza sono stati uccisi più di 75mila civili, di cui 25mila bambini. La fine del genocidio può esserci solo se c’è la fine del sionismo e questo non avviene per la complicità dell’Occidente» ha sottolineato Corrado Conti, portavoce del comitato lecchese Stop al genocidio.
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