A Lecco nasce Stam: elisoccorso per mamme e neonati, progetto pilota in Lombardia

Il sistema di trasporto assistito materno è un’eccellenza tutta lecchese. Gestanti di Valtellina Valsassina e Lago in casi estremi di rischio di parto pretermine portate al Manzoni per partorire in sicurezza

Lecco

Un’eccellenza lecchese. Il nuovo sistema di trasporto materno infantile, ovvero Stam (elisoccorso trasporto assistito materno), realizzato da Areu con Asst Lecco è stato illustrato in aula gialla da Roberto Bellù, capo dipartimento materno infantile che ha accolto all’ospedale Manzoni l’assessore al Welfare Guido Bertolaso.

Un progetto che vede capofila Areu su mandato di Regione Lombardia attraverso una delibera del giugno 2025 che ha istituito, su base sperimentale, questo progetto pilota per il trasporto delle donne, da alcune aree critiche, in primo luogo la Valtellina, verso l’ospedale Hub di Lecco, sempre più punto di riferimento per le nascite pretermine o comunque a rischio.

Il trasporto neonatale esiste dal 1991, mentre nel 2019 è stato normato e ha stabilito i suoi standard operativi. «Ma l’elemento di novità – ha spiegato Bellù - è il fatto che Regione, insieme a noi, ad Areu, alla Asst Valtellina, ha realizzato davvero una specie di rivoluzione perché ha invertito l’ordine delle cose: non più l’ospedale spoke che manda la donna, ma l’Hub che si muove in elicottero, quindi con mezzi avanzati e con risorse avanzate, per andare a prendere la donna cercando di risolvere il problema dove nasce. Questo perché la letteratura riconosce benissimo che una delle parti fondamentali e più critiche per determinare gli esiti di un parto a rischio è rappresentato proprio dal trasporto. Il fatto che Regione abbia voluto mettere anche questo caposaldo operativo, ed è la prima volta che si fa in Italia come progetto pilota, significa capire se possa funzionare. Noi naturalmente ci stiamo impegnando perché funzioni». I primi dati, i primi tre trasporti di questo tipo effettuati lo scorso dicembre, sembrano positivi.

. Video di Marcello Villani Ostetriche volanti per salvare mamme e neonati

«Ci hanno dato da pensare – commenta Bellù - che la cosa sia effettivamente utile. Significa un cambio di mentalità per tutti nell’ottica di essere più vicini alle famiglie e a quelle situazioni assistenziali che hanno bisogno di un supporto da parte di altre strutture come può essere la nostra o altre. La rete di trasporto regionale è una rete molto complessa: ci sono più di undici centri quindi è una rete molto organizzata che da questo tipo di esperienza speriamo possa trarre giovamento».

E l’assessore Guido Bertolaso non ha potuto che affermare: «Questa è un’iniziativa che abbiamo voluto lanciare qui in Regione Lombardia perché sappiamo che solo in questa regione si possono portare avanti delle sperimentazioni di questo genere. In molte altre regioni d’Italia il volo notturno non esiste, sia perché mancano i piloti addestrati, sia perché mancano gli elicotteri idonei, sia perché mancano spesso le piazzole di emergenza dove atterrare durante il volo notturno. Invece in questa Regione abbiamo creato una rete che ci permette di garantire qualsiasi tipo di intervento in qualsiasi momento. In una delle tre operazioni finora svolte si è operato non solo di notte ma anche in condizioni meteo particolarmente complicate, stava nevicando. Io ho volato di notte sotto la neve e vi posso garantire che anche se io sono pilota, è una delle esperienze più complicate, più difficili e comunque più pericolose che esistono, soprattutto in elicottero, visto che è molto sensibile alle condizioni climatiche, al ghiaccio, alla neve. Quindi volare in quelle condizioni significa che si tratta di una operazione di altissima complessità». Bertolaso ha concluso: «Le nostre ostetriche volanti sono le cicogne del terzo millennio».

Al tavolo con Bellù, oltre a Bertolaso, anche la Rad (responsabile amministrativa delegata) Elisabetta Nelli, che ha coordinato il progetto, compresa la formazione di 24 ostetriche “volanti” tra Asst Lecco e Asst Valtellina. La formazione è stata svolta direttamente presso due Elibasi, la prima di Milano-Bresso (elicottero W139) e la seconda di Como (EC145), grazie alla collaborazione tra Asst Lecco, Asst Valtellina e Asst Alto Lario. A operare sull’elicottero nei tre casi finora seguiti di trasporto in elicottero (a dicembre), sono state la dottoressa Francesca Di Mora, insieme all’infermiere Roberto Cappelletti, e le ostetriche Cristina Sanvito, Annamaria Fioroni e Daniela Paris, che sono intervenute ognuna in un caso differente.

Il primo trasporto ha riguardato un caso di forte prematurità che ha portato al trasporto e al parto pretermine di una donna valtellinese che ha dato alla luce un bimbo di poco più di un chilo di peso che è ancora ricoverato nella neonatologia del Manzoni. Bellù infatti è anche a capo della Neonatologia e della Tin (terapia intensiva neonatale) dove di solito vengono ricoverati i neonati fortemente pretermine. Il secondo caso è stato notturno e sotto una nevicata: anche questo caso è stato attivato da Asst Valtellina. L’elisoccorso è arrivato da Como e ha prelevato una mamma alla 28esima settimana all’ospedale di Sondalo. Ricoverata a Lecco, la donna è stata poi dimessa in attesa del parto, dopo essere stata però stabilizzata.

Il terzo caso è sempre valtellinese: una donna con perdite ematiche, aumentate dopo l’arrivo a Lecco e prima ricoverata a Sondalo, è stata trasportata al Manzoni in elicottero, preparata per la sala operatoria, ma poi è bastata la sua stabilizzazione e ora attende di partorire serenamente. Tre casi in cui il fattore tempo era determinante ed essere riusciti a intervenire subito ha portato a un parto e a due prolungamenti di gestazione molto utili a tutti e tre i bambini coinvolti...e rispettive mamme.

Guido Bertolaso ha parlato anche di governo della domanda di sanità in Lombardia e liste d’attesa, a latere della presentazione del servizio di elisoccorso. «È il problema al quale stiamo lavorando giorno e notte: abbiamo appena approvato una delibera che istituisce una cabina di regia, che seguirà quella che è stata l’esperienza delle vaccinazioni contro il Covid del 2021, che, come forse ricorderete, è stata la mia seconda responsabilità in Regione Lombardia, dopo l’ospedale in fiera durante l’emergenza vera e propria. Replicheremo quel sistema in modo da avere ogni giorno una fotografia esatta di quelle che sono le richieste di visita o di controllo di esame e faremo in modo che ogni struttura pubblica e privata accreditata possa avere le disponibilità di personale e organizzative per riuscire a rispondere a questo genere di esigenze».

Bertolaso ha aggiunto: «Ci sarà uno stanziamento economico importante, aggiuntivo, rispetto a quello che abbiamo garantito fino all’anno scorso: Regione Lombardia ha potuto stanziare una somma ulteriore rispetto a quello che viene definito a livello di legge finanziaria per il Fondo sanitario nazionale. La cabina di regia sarà istituita e operativa entro la fine di questo mese quindi da febbraio lavoreremo secondo questo nuovo criterio che dovrebbe appunto evitare la dispersione di tante ricette che non vengono utilizzate ma soprattutto dovrebbe andare a intercettare quelle persone che non riescono a fare le visite nei tempi previsti o secondo le loro esigenze e non hanno la possibilità economica di ricorrere al settore privato e quindi abbandonano».

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