Cronaca / Lecco città
Giovedì 16 Aprile 2026
Alcohol Prevention Day: a Lecco oltre 500 persone seguite nel 2025
In programma incontri sulla sicurezza stradale, attività informative nelle Case di Comunità e una cena analcolica aperta alla cittadinanza il 30 aprile.
Lecco
Più di 500 persone prese in carico in un anno e un fenomeno che continua a crescere. Sono i numeri dell’alcol sul territorio lecchese, diffusi in occasione dell’Alcohol Prevention Day, che si celebra il 16 aprile, all’interno del mese nazionale dedicato alla prevenzione alcologica.
Nel 2025, i servizi dell’ASST di Lecco hanno seguito poco più di 500 pazienti con problemi alcolcorrelati, con un’età media di circa 47 anni. Più giovani i nuovi utenti, attorno ai 42 anni, ma il dato conferma che la richiesta di aiuto arriva spesso quando il problema è già radicato.
Chi si rivolge ai servizi, infatti, lo fa generalmente dopo anni di consumo problematico, quando iniziano a emergere conseguenze concrete: patologie fisiche o psicologiche, difficoltà familiari, isolamento sociale o problemi legali.
Eppure, resta un sommerso significativo. Secondo le stime, meno del 10% delle persone che avrebbero bisogno di cure accede ai servizi territoriali, segno di quanto il tema sia ancora condizionato da stigma e scarsa consapevolezza.
Se nell’immaginario collettivo il problema è legato soprattutto alla dipendenza conclamata, i dati più recenti raccontano una realtà più ampia e meno visibile. A preoccupare sono infatti i consumi a rischio, che coinvolgono fasce di popolazione diverse tra loro. Da un lato i più giovani, per i quali non esiste una soglia sicura e per i quali il consumo di alcol è vietato per legge; dall’altro gli over 65, in particolare gli uomini, tra i quali quasi uno su tre presenta abitudini considerate rischiose.
Un quadro che non mostra segnali di miglioramento: negli anni il consumo medio pro-capite è diminuito, ma la quota di bevitori a rischio è rimasta sostanzialmente stabile, confermando la diffusione di comportamenti che continuano a esporre a conseguenze sanitarie rilevanti.
Il quadro locale si inserisce in un contesto più ampio. A livello mondiale, il consumo di alcol provoca 3 milioni di morti ogni anno ed è responsabile del 5,1% del carico globale di malattie. Nella fascia tra i 15 e i 49 anni rappresenta il principale fattore di rischio per morte prematura e disabilità.
Sul territorio lecchese operano i NOA di Lecco e Merate, servizi specializzati che offrono percorsi personalizzati grazie a équipe multidisciplinari. Strutture con una lunga esperienza, ma che registrano una domanda in costante aumento.
Tra le principali criticità resta lo stigma.
«Affrontare un problema legato all’alcol non significa essere ‘all’ultimo stadio’ o ‘essere un alcolizzato’ – spiega Costanza Agostoni, direttore della Rete Dipendenze – ma compiere una scelta di consapevolezza e tutela della propria salute».
Accanto al lavoro clinico, emerge quindi la necessità di un cambiamento culturale: promuovere un approccio informato, basato su dati scientifici, evitando sia la banalizzazione sia la demonizzazione del consumo.
Per tutto il mese di aprile, anche a Lecco sono in programma iniziative di sensibilizzazione e prevenzione: incontri sulla sicurezza alla guida per persone sanzionate per guida in stato di ebbrezza, distribuzione di materiale informativo nelle Case di Comunità, attività con unità mobile sul territorio e una cena analcolica aperta alla cittadinanza, “Zero gradi. Cento gusti”, prevista il 30 aprile.
L’obiettivo è uno: aumentare la consapevolezza sui rischi legati all’alcol e favorire l’accesso ai servizi, intercettando il problema prima che diventi cronico. In un contesto in cui il consumo resta diffuso in tutte le fasce d’età, la prevenzione passa – oggi più che mai – dall’informazione.
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