Allarme infermieri: anche a Lecco calano i giovani

Il territorio lecchese affronta una potenziale carenza di infermieri, con pensionamenti imminenti e disparità retributive. L’allarme è lanciato in occasione della Giornata internazionale dell’infermiere per garantire la tenuta del sistema sanitario futuro.

Lecco

Allarme giovani nel mondo infermieristico. Anche in un territorio, quello lecchese, nel quale risultano iscritti oltre 2.100 infermieri, con un numero di nuovi ingressi che si mantiene stabile nel tempo (35 neolaureati nel 2025). Tuttavia, il bilancio tra iscrizioni e cancellazioni evidenzia una crescita complessiva contenuta, segnale di un equilibrio che, pur garantendo oggi la tenuta del sistema, potrebbe risultare fragile nel medio periodo. Figuriamoci nel lungo quando la stragrande maggioranza degli italiani sarà anziana e avrà maggiori necessità di cure. E gli infermieri saranno personale raro.

Senza contare che già oggi la distribuzione per età degli infermieri lecchesi evidenzia una significativa concentrazione nelle fasce più mature della professione, con la previsione di un numero rilevante di pensionamenti nei prossimi anni e la conseguente necessità di garantire un adeguato ricambio generazionale.

Il rapporto tra infermieri e popolazione si attesta a circa 6,3 infermieri ogni 1.000 abitanti, un dato in linea con il contesto nazionale, ma inferiore rispetto alla media dei Paesi Ocse (9,2), evidenziando un divario che interessa l’intero sistema sanitario. A ciò si affianca il tema della valorizzazione economica: in Italia le retribuzioni degli infermieri risultano inferiori rispetto alla media dei Paesi Ocse, una condizione ulteriormente penalizzata negli ultimi anni dalla progressiva riduzione del potere d’acquisto. È uno dei pochissimi ambiti nei quali a domanda superiore all’offerta i “prezzi” non salgono proporzionalmente.

Inoltre una quota di professionisti ha dichiarato la disponibilità a valutare opportunità lavorative in altre province, anche in relazione alle differenze nei riconoscimenti economici, come nel caso dell’indennità di confine che favorisce chi opera in prossimità della Svizzera, da cui la Provincia di Lecco è esclusa. Senza contare il tema delle aggressioni agli operatori sanitari che rappresenta una criticità crescente, frequentemente legata a fattori organizzativi e sistemici che incidono sulla qualità dell’assistenza e sul clima lavorativo.

Nonostante queste difficoltà, la letteratura scientifica internazionale evidenzia come la presenza di infermieri con formazione universitaria sia associata a migliori esiti assistenziali e a una riduzione della mortalità nei contesti ospedalieri. Anche in Italia, le più recenti analisi confermano elevati livelli di soddisfazione dei pazienti rispetto all’assistenza infermieristica, in particolare per gli aspetti relazionali e di presa in carico. «I dati ci restituiscono una fotografia realistica – dichiara il presidente di Opi Lecco, Fabio Fedeli – fatta di impegno, competenze e responsabilità, ma anche di criticità che non possono essere ignorate. Investire sugli infermieri significa investire sulla qualità dell’assistenza e sulla tenuta del sistema sanitario».

Per celebrare la Giornata Internazionale dell’Infermiere che si celebra oggi in tutto il mondo, il 16 maggio Opi organizzerà un convegno dedicato allo sviluppo professionale, con l’obiettivo di approfondire questi temi, valorizzare i nuovi percorsi formativi, tra cui le lauree magistrali ad indirizzo clinico, e dare spazio ai lavori di tesi di giovani infermieri formatisi nella sede di Lecco. La giornata avrà il titolo “Segni di rinnovamento scientifico e professionale: un nuovo futuro per l’infermieristica”.

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