Cronaca / Lecco città
Mercoledì 25 Marzo 2026
Ambiente, la ricetta di Mercalli: «Auto elettriche e case green»
Il presidente della società metereologica interviene a Lecco «Basta cementificazione e imparare dalle città spugna come Copenhagen»
Lecco
Lecco è virtuosa nelle sue attuali politiche di mitigazione degli effetti negativi del clima. Ma se per le emissioni in atmosfera nessuna città, seppur grande, può incidere, se non considerata come parte del tutto, le politiche sui trasporti, sulla mobilità sostenibile, sulla gestione delle acque, possono essere quelle che daranno ai lecchesi un alleviamento di quel cambiamento climatico che è già realtà e che già oggi fa danni, vittime immediate e future.
Parola di Luca Mercalli, stimato presidente della società metereologica italiana ieri a Lecco (in videocall) con il Palazzo delle Paure e l’evento di lancio di Lecco Eco Platform “rigenerazione urbana, riqualificazione dell’ecosistema naturale e partecipazione sociale in risposta al cambiamento climatico”.
Una “strategia clima” illustrata dall’assessore all’Ambiente Renata Zuffi e dal sindaco Mauro Gattinoni con l’aiuto di Giancarlo Gusmeroli di Ecoingegno.
«Ci sono tante città modello che alternativamente ricevono premi o vengono elette a esempio da copiare in altri contesti – ha premesso Mercalli - . Quindi complessivamente possiamo dire che i pilastri sono due. Il primo è ridurre le cause del cambiamento climatico, che porta a benefici sia globali sia locali. Il secondo elemento, sono i trasporti. Tutto quello che si fa per favorire i mezzi pubblici, la bici elettrica, ridurre l’auto privata, fare in modo che le auto private possibilmente siano elettriche, caricate con l’energia rinnovabile, privilegiare quindi l’uso da parte del traffico cittadino di mezzi a bassa emissione o a emissione nulla con le pratiche che già si tenta di mettere in atto, con un sistema insomma di incentivi e di sanzioni o sovrapprezzi, vuol dire risparmiare energia».
Mercalli ha fatto notare come le nostre città siano vecchie: «Sono sia storiche sia costruite con l’edilizia tumultuosa del secondo dopoguerra e sono dei colabrodo energetici. Questo vale per tutta Europa, non è che siamo noi i peggiori, però vuol dire che dai nostri muri se ne esce la maggior parte dell’energia che noi mettiamo. Anche a livello di risparmio economico-energetico abbiamo da guadagnarci. Riprendere il tema della riqualificazione che è un po’ passato in secondo piano con tutte le vicende dei super-ecobonus, che potevano essere gestiti in modo migliore, ma che erano un’ottima idea, è l’opzione più importante che una città ha per ridurre il consumo energetico».
Il dato è impietoso: «Il 40% del consumo energetico europeo è negli edifici», ha affermato Mercalli che poi si è chiesto: «Siamo pronti ai nubifragi che sicuramente arriveranno a Lecco? Dobbiamo riprendere il concetto, per esempio, delle città spugna. Molte città europee, prima tra tutte Copenhagen, costruiscono delle grandi cisterne come fossero dei parcheggi sotterranei destinate a raccogliere l’onda di piena dei temporali estivi per non allagare cantine e seminterrati di tutta la città. Poi, passato il temporale, le pompe, nei 2-3 giorni successivi, svuotano di nuovo questo polmone idrico, buttano l’acqua in lago e riportano le cisterne vuote pronte per il prossimo temporale».
Sempre tenendo presente che, prima, bisogna interrompere la cementificazione locale. «Un comune può fare tanto col piano regolatore – ha concluso Mercalli - .iuttosto si dovrebbe densificare l’architettura migliorando, ricostruendo, riutilizzando le zone dismesse, ma non andare a fare cemento nuovo sui suoli vergini. Se tolgo il verde ho maggiore rischio di alluvione perché impermeabilizzo e quindi l’acqua non penetra nel sottosuolo. E la cementificazione dei suoli nella vostra zona è ai valori massimi di tutta Italia. La Brianza generalmente ha il valore con il maggior consumo di suolo».
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