Cronaca / Lecco città
Lunedì 05 Gennaio 2026
Asst Lecco, il direttore Marco Trivelli smentisce le voci di addio: «Il mio futuro è qui»
Il direttore generale dell’Azienda socio sanitaria territoriale di Lecco spegne le voci di un suo trasferimento e rilancia: volontà di restare per dare un nuovo slancio agli ospedali del territorio.
Lecco
Marco Trivelli non andrà via da Lecco prima del 2027. Dopo che si erano diffuse voci prima sul suo passaggio al Valduce e poi, smentita questa ipotesi, che la sua permanenza fosse limitata all’estate, il direttore generale dell’Azienda socio sanitaria territoriale di Lecco ribadisce il suo amore e la sua dedizione per questo territorio. «Non succederà, non me ne andrò», afferma il diggì di Asst Lecco. E poi, per la prima volta, ammette: «È vero che ero stato contattato a novembre al Valduce, ma avevo detto subito di no. E il perché del mio “no” è semplice. Devo fare ancora tante cose a Lecco e qui il mio mandato si chiuderà solo il 31 dicembre del 2026, come tutti i mandati dei direttori generali lombardi. Siccome poi il mandato può essere rinnovato, io dico che vorrei restare ancora a Lecco, perché non aspiro a una sede diversa in tutta la Lombardia. Io voglio restare qui e basta. Ecco perché ho detto no alle suore dell’Immacolata che mi avevano intrigato perché hanno un’idea della cura molto semplice che mi piace: quella che mette al centro di tutto la persona. È quello che cerco di fare anche io a Lecco».Insomma, Trivelli non vuole più dover rispondere a tanti che, in queste settimane, gli hanno chiesto se fosse vero che avrebbe, presto o tardi, abbandonato l’Asst di Lecco. E a “La Provincia” spiega il perché di questo «No, non andrò via»: «Mi interessa restare a Lecco innanzitutto per connotare un futuro del Mandic di Merate più chiaro di quanto non lo sia ora. Mi interessa creare un rapporto diverso con i medici di medicina generale, che qui si può fare e altrove no. Qui c’è questa chance per il contesto, la storia associativa, la rete di interazioni che già esistono». E, viste le nuove normative di posizionamento dei vari ospedali a seconda delle dimensioni del territorio servito, dei posti letto e di tantissimi altri parametri, non solo “statistici”, Trivelli vuol dare un nuovo slancio anche al Manzoni. «Sicuramente voglio confermare lo status di ospedale di rilievo del Manzoni, ovvero rafforzarlo. Regione Lombardia sta studiando il Dm 70, ma prima ancora che lo studio finisca, bisogna posizionarsi come ospedale: si deve collegarlo in modo molto più stringente ai medici di medicina generale, alla rete della disabilità e alle Rsa. Un lavoro che può essere fatto solamente stando qui». E un forte accento sarà dato alla riabilitazione: «Vorrei che Bellano rientrasse in una “Rehabilitation Valley”, come la chiama sempre l’amico Vico Valassi, sempre più “di sistema”. E non solo Bellano, ma tutta l’attività che la nostra azienda svolge in questo campo. Vorrei anche trovare una strada di destinazione per Villa Eremo». E la via che Trivelli vuol percorrere è quella dell’integrazione pubblico-privato nel senso del maggior favore per il paziente del Servizio sanitario nazionale. «A me interessa curare e incidere su come effettivamente i vari attori della sanità locale possano integrarsi operativamente, stimandosi reciprocamente, affinché la persona possa essere curata con tutta la dignità che ogni persona merita. Le reti di Case della comunità, la collaborazione con i Mmg, la telemedicina, gli strumenti di raccordo da concordare insieme e il potenziamento della riabilitazione, sono le mie linee guida... Anche perché abbiamo rapporti fortissimi con altre strutture private di richiamo nazionale (Nostra Famiglia, per esempio, n.d.r.), ma in modo virtuoso perché i cittadini di Lecco possano curarsi a Lecco senza dover ricorrere a Milano o ad altre province».
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