Cronaca / Lecco città
Domenica 26 Luglio 2026
Attentato a Berlino, il racconto del lecchese Michele Tavola: «Lì pochi minuti prima dell’attacco»
L’ex assessore alla Cultura sul luogo dell’attentato poco prima che avvenisse. «L’evacuazione è stata gestita in modo impeccabile. Sono scosso, ma non dobbiamo cedere alla paura».
Lettura 2 min.Berlino
Tanti messaggi dall’Italia, il telefono che continua a squillare e una notte trascorsa senza chiudere occhio. Michele Tavola, già assessore alla Cultura del Comune di Lecco, si trovava a Berlino quando un 21enne sostenitore dell’Isis ha lanciato un van contro il corteo del pride della capitale tedesca, provocando un morto e una trentina di feriti. Pochi minuti prima dell’attacco era transitato proprio nella zona dove sarebbe avvenuta la strage.
«Ero stato alla parata del Christopher Street Day, uno dei pride più belli e importanti d’Europa – racconta –. Nel tardo pomeriggio sono rientrato in albergo per riposare un po’ e poi sono tornato verso la Porta di Brandeburgo per il concerto conclusivo».
Per raggiungere l’area della festa ha attraversato il Tiergarten, passando «a 100, 150, al massimo 200 metri» dal punto in cui, di lì a poco, il furgone si sarebbe scagliato contro la folla. «Non saprei ricostruire con precisione l’orario, ma credo di essere passato lì una decina di minuti prima dell’attacco».
Quando è scattato l’allarme, Tavola si trovava davanti alla Porta di Brandeburgo. «Sarah Connor aveva appena terminato di cantare. All’improvviso la musica si è fermata, sugli schermi è comparso l’ordine di evacuazione e dagli altoparlanti è partito un messaggio registrato che invitava tutti a lasciare l’area senza attraversare il parco, ma utilizzando le vie principali».
L’ex assessore sottolinea soprattutto la gestione dell’emergenza. «È stata davvero straordinaria. C’erano centinaia di migliaia di persone, eppure il deflusso è avvenuto con calma, senza scene di panico, senza persone che correvano o si spingevano. Hanno dato solo le informazioni essenziali, senza spiegare subito cosa fosse accaduto, evitando così di creare il caos».
Allontanandosi verso la Colonna della Vittoria, mentre cercava una fermata della metropolitana, è stato aiutato da una ragazza berlinese. «Mi ha chiesto se avessi bisogno di indicazioni e mi ha accompagnato. È stato proprio in quel momento che ho ricevuto dall’Italia il primo messaggio di un’amica con lo screenshot della notizia: “Michele, va tutto bene?”. Da lì è iniziata un’altra serata».
Tavola precisa di non aver assistito direttamente all’attacco. «Non ho visto la scena né i soccorsi. Ho iniziato però a notare uno spiegamento sempre più imponente delle forze dell’ordine mentre mi allontanavo dalla zona».
La notte è stata segnata dall’ansia. «Sono rientrato nella mia stanza, che dista più di mezz’ora a piedi dal Tiergarten, ma fino quasi alle cinque del mattino ho continuato a sentire sirene ed elicotteri. Non è stato il rumore a impedirmi di dormire, ma lo stato di angoscia che quei suoni trasmettevano. Ho passato la notte a cercare notizie in rete».
Il giorno successivo ha trovato una Berlino profondamente diversa. «Mi sono spostato a Charlottenburg e sul Kurfürstendamm. Ho avuto la sensazione di una città quasi deserta, con molte più auto della polizia e molte più sirene del normale. Nelle zone della Porta di Brandeburgo e di Nollendorfplatz sono in corso veglie, momenti di commemorazione e anche iniziative di supporto psicologico per la comunità queer».
Pur ancora scosso, Tavola affida il suo messaggio finale a un invito a non cedere al terrore. «C’è grande amarezza, grande cordoglio e grande rabbia per questa tragedia. Ma non dobbiamo farci prendere dalla paura, perché è proprio questo l’obiettivo di chi compie questi attentati. Dobbiamo continuare a vivere, a manifestare e a lottare per i diritti di tutti. Questo non sarà il mio ultimo pride e continuerò a fare la mia parte, come ho sempre fatto».
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