Cronaca / Lecco città
Mercoledì 12 Agosto 2026
Restituita al rifugio Sassi Castelli la bandiera del Summit for peace
Il vessillo era scomparso qualche settimana fa. Alla spedizione del K2 del 2004 aveva partecipato Danilo Aluvisetti, padre dell’attuale gestore del rifugio ai piani di Artavaggio
Lettura 1 min.Un furto che aveva suscitato indignazione nel mondo della montagna lecchese si è concluso con un lieto fine. La storica bandiera custodita al rifugio Sassi Castelli, ai Piani di Artavaggio in Valsassina, è stata restituita da chi l’aveva sottratta nei giorni scorsi ed è tornata questa mattina al suo posto.
Si tratta di un oggetto dal forte valore simbolico per il territorio. La bandiera era stata portata sul K2 nel 2004 ed era stata firmata dai 21 componenti della spedizione, oltre che da altri alpinisti incontrati al Campo Base durante l’iniziativa “Summit for Peace”. Da anni era esposta nella sala Fiocchi del rifugio, diventando una testimonianza delle imprese alpinistiche legate al Lecchese e alla Valsassina.
La scomparsa del vessillo era stata scoperta lo scorso fine settimana. Qualcuno lo aveva staccato dalle pareti del rifugio e portato via. I gestori della struttura avevano denunciato l’accaduto definendolo un gesto particolarmente grave, sia per il valore storico dell’oggetto sia per il legame affettivo che rappresenta per molte persone.
L’episodio aveva colpito ancora di più perché avvenuto a pochi giorni dalle celebrazioni per il centenario del rifugio Sassi Castelli. Numerosi appassionati di montagna, escursionisti e frequentatori della zona avevano espresso vicinanza ai gestori e alla proprietà della struttura.
Tra le voci più amareggiate c’era quella di Mauro Colombo, presidente della Sel, la Società escursionisti lecchesi proprietaria del rifugio. Colombo aveva ricordato come quella bandiera fosse legata anche a una storia personale e familiare. Alla spedizione del K2 del 2004 aveva infatti partecipato Danilo Aluvisetti, padre dell’attuale gestore del rifugio.
La svolta è arrivata a pochi giorni dal furto. Attraverso i propri canali social, il rifugio ha annunciato il ritrovamento del cimelio. La bandiera è stata riconsegnata e immediatamente riappesa nella sala che la ospitava.
Nel messaggio pubblicato su Facebook, i gestori hanno ringraziato le numerose persone che hanno manifestato solidarietà e sostegno dopo la diffusione della notizia. Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche agli organi di informazione locali e a Tele Unica per l’attenzione dedicata alla vicenda. Secondo il rifugio, la visibilità mediatica potrebbe aver contribuito a convincere l’autore del gesto a fare un passo indietro e restituire l’oggetto.
Pur accogliendo con sollievo il ritorno della bandiera, i responsabili della struttura hanno ribadito il giudizio negativo sull’accaduto. Resta infatti il dispiacere per un episodio che ha privato temporaneamente la comunità di un simbolo della propria storia alpinistica.
La vicenda si inserisce inoltre in un contesto più ampio. Negli ultimi mesi diversi rifugi e bivacchi delle montagne lecchesi sono stati interessati da episodi di vandalismo e comportamenti irrispettosi. Dalla Grignetta al Magnodeno non sono mancati segnali che hanno riacceso il dibattito sulla tutela di questi luoghi, custodi di memoria, tradizioni e cultura della montagna. Il ritorno della bandiera del K2 rappresenta quindi una buona notizia non solo per il rifugio Sassi Castelli, ma per tutti coloro che considerano il patrimonio alpinistico locale un bene da preservare.
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