Cronaca / Lecco città
Mercoledì 05 Agosto 2026
Carcere, a Pescarenico quasi il doppio dei detenuti previsti
Il consigliere Fragomeli segnala le difficoltà del sistema penitenziario. Note positive per la socializzazione e le attività formative.
Lettura 1 min.Lecco
Al momento ci sono 94 detenuti nella casa circondariale di Pescarenico, a fronte di una capienza prevista dai regolamenti di 53 posti. Un problema, quello del sovraffollamento degli istituti penitenziari, reso ancora più pesante dal grande caldo come ricordato anche da Gian Mario Fragomeli. Il consigliere regionale del Partito democratico si è recato in visita nella casa circondariale lecchese negli scorsi giorni nell’ambito della campagna “Bisogna aver visto” lanciata dal Pd a livello nazionale.
«Non è certo la prima volta che mi reco in via Beccaria, anzi, ci vado con una certa frequenza. – osserva Fragomeli - Al netto del sovraffollamento che non mi aspettavo, addirittura al doppio della capienza, cioè 94 detenuti su 53 posti regolamentari, devo dire che comunque, anche grazie alla direttrice Luisa Mattina, ho notato dei miglioramenti, soprattutto per quanto riguarda la socializzazione e le attività formative. Senza dubbio, il problema principale è che raddoppiare le presenze porta maggiori difficoltà per il personale, anche se rispetto alle stagioni passate il numero di effettivi rispetto ai previsti è abbastanza in linea. Poi, è ovvio che, non solo nel carcere di Lecco, ma ovunque, se medici, educatori e operatori in genere sono tarati sulla capienza e non sui numeri reali, le difficoltà ci sono».
La campagna del Pd porta parlamentari e consiglieri regionali lombardi in visita negli istituti penitenziari della Lombardia per verificare le condizioni di detenzione, incontrare le direzioni, il personale della polizia penitenziaria, gli operatori e raccogliere direttamente le criticità del sistema. «In ogni caso, a oltre un anno dalla mia ultima visita, - conclude Fragomeli - ho visto un forte miglioramento nell’implementazione degli spazi comuni, di quelli all’aperto, della palestra, dell’area per gli incontri e i colloqui con i familiari. È stato tutto ritinteggiato, sistemato e reso visivamente più gradevole. Un intervento di qualità per mantenere la struttura, seppure piccola, e migliorarla negli spazi comuni, dove si fanno attività formative e di socializzazione. E questo anche grazie alla direttrice. Certamente, con il caldo la vivibilità è al limite, il sovraffollamento più il grande calore fanno sì che non bastino i ventilatori. Quanto meno, ho rilevato che i tempi di apertura diurni delle celle permettono ai detenuti di spostarsi nei corridoi, nella palestra, in altri spazi e questo con le temperature così alte aiuta. Tuttavia, mi ha colpito la grandissima presenza giovanile, in un contesto più o meno a metà tra italiani e stranieri».
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