Carnevalone Lecco, sarte al lavoro

Le instancabili sarte di San Giovanni in questi giorni sono impegnate a completare i costumi dei regnanti del Carnevalone di Lecco. Una consuetudine che si rinnova da decenni.

Lecco

Le principesse non passano di moda, e così Spider-Man e i cowboy.

Le instancabili sarte di San Giovanni in questi giorni sono impegnate a completare i costumi dei regnanti del Carnevalone, su cui chiaramente vige il top secret, anche se già si può dire che Regina Grigna, Giovanna Faccilongo, indosserà un abito sontuoso; mentre Re Resegone, Andrea Vigevano, avrà un completo in velluto.

Sarte dalle mani d’oro che nel tempo sono riuscite a creare una collezione con 2mila costumi cuciti negli ultimi decenni, conservata nel laboratorio di via Castelli all’oratorio di San Giovanni; non mancano quelli creati mezzo secolo fa e poi ammodernati.

Scampoli di tessuto, ritagli di tendaggi, pezzetti di passamaneria e vecchi copriletti, grazie a tanta fantasia e grande capacità si trasformano in abiti unici.

«Quest’anno le principesse sono molto richieste, ma anche i cowboy e i clown, classici del carnevale che sono sempre di moda. Abbiamo una vasta scelta anche sul fronte dei costumi da spagnola, ballerina di flamenco, con gonne dai ricchi volants e tessuti che creano l’effetto ballerina di flamenco, e tengono bene pure i pirati» racconta Loredana Buccetti, sarta. «Noi siamo un gruppo di amiche che anni e anni fa ha deciso di trovarsi tutti i mercoledì per creare costumi di carnevale e poco alla volta il laboratorio è cresciuto. Negli anni Settanta non c’erano i costumi da prendere a nolo, anzi mamme e nonne li cucivano direttamente a casa, come abbiamo fatto noi con i nostri figli. Col tempo si è creata un’ampia collezione e proponiamo una vasta scelta. Spesso gli abiti che abbiamo li rinnoviamo dandogli nuova vita».

Abiti sfarzosi curati nei minimi dettagli che nascono da tessuti di recupero, altrimenti destinati a essere buttati.

Il gruppo storico composto da Loredana Buccetti, Bruna Esposito, Luigia Abate, Maria Esposito, Maria Rosa Rossi che ha il ruolo di segretaria coordinatrice, negli ultimi tempi ha aggiunto altre sarte, tra loro Fernanda Torti.

«Usiamo i tessuti che ci regalano mettendoci poi tutta la nostra fantasia» raccontano, «realizziamo costumi unici visto che tutti hanno dei loro particolari specifici; a volte prendiamo spunto da riviste, ma poi ci affidiamo alle nostre idee».

Una grande creatività e tanta voglia di fare.

Fino alla vigilia del sabato grasso il laboratorio è aperto tutti i giorni, tranne sabato e domenica dalle 13 alle 17. Unica richiesta, quella di avere un po’ di tempo perché prima di scegliere un costume è bene osservare le tante proposte che «nascondono» sorprese; e ci sono pure i vecchi grembiulini di scuola per chi per un giorno vuole tornare bambino.

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