Cronaca / Lecco città
Domenica 11 Ottobre 2026
Cesana, Massimo Stefanoni muore per un malore mentre cerca funghi sul Cornizzolo
Il cesanese, 58 anni, è stato stroncato da un malore mentre cercava funghi nei boschi di Eupilio. Il corpo è stato ritrovato nel tardo pomeriggio di sabato dal Soccorso alpino. Lascia la moglie e due figlie
Lettura 1 min.Cesana Brianza
«Ho perso l’amore della mia vita, il mio migliore amico, il padre delle mie bellissime figlie e nulla sarà mai più lo stesso»: è accorato e struggente, l’addio della moglie di Massimo Stefanoni, Linda Farrell. Il cesanese ha perso la vita a 58 anni, mentre si trovava sul Monte Cornizzolo, in cerca di funghi. Questo passatempo all’aria aperta lo ha portato l’altro giorno a breve distanza da casa, a Eupilio, da dove tuttavia non ha più fatto ritorno vivo.
Originario, e residente con la famiglia, a Cesana, la scomparsa di Stefanoni ha suscitato sconcerto in paese; piuttosto conosciuta è la moglie, di origini irlandesi, per avere aiutato giovani e adulti, di Cesana e del circondario, a fare pratica di lingua inglese.
Massimo Stefanoni si era addentrato per pochi metri sul sentiero, appunto alla ricerca di funghi, quando è stato colto dal malore, risultato fatale. Risulta fosse un buon conoscitore della montagna e, naturalmente, essendo sempre vissuto a Cesana, in particolare del Cornizzolo, alle cui pendici si sviluppa il paese. Stefanoni è stato trovato senza vita proprio nei boschi di Eupilio che frequentava anche da cacciatore, nella zona di via Cornizzolo in un sentiero a breve distanza dalla Trattoria Brianzola. Le ricerche, scattate dopo l’allarme dovuto alla sua assenza e mancanza di notizie, si sono concluse nel tardo pomeriggio con il tragico ritrovamento dell’uomo senza vita da parte di una squadra del Soccorso alpino.
L’uomo si era diretto nei boschi per una delle sue uscite in montagna. Quando non ha fatto ritorno a casa, sono scattate le operazioni per individuarlo. Le indicazioni fornite dai familiari hanno consentito di circoscrivere l’area da controllare e di ricostruire il percorso che il cinquantottenne avrebbe seguito. Stefanoni si trovava lungo un sentiero effettivamente esistente, ma non riportato sulle mappe. I soccorritori hanno quindi organizzato le ricerche procedendo a pettine nel bosco, battendo sistematicamente la zona. Dopo circa un’ora e mezza, la squadra del Soccorso alpino ha individuato il corpo. Per l’uomo purtroppo non c’era ormai più nulla da fare. L’ipotesi è quella di un infarto fulminante, che lo avrebbe colto quando si trovava ancora a pochi minuti di cammino dalla strada. Una tragedia consumatasi in una zona boschiva, senza che nei dintorni ci fosse nessuno a cui chiedere aiuto per prestargli soccorso in tempo utile.
È stato comunque imponente il dispiegamento di forze mobilitate per le ricerche. Sul posto sono intervenuti dieci tecnici del Soccorso alpino, insieme ai Vigili del fuoco della sede centrale di Como, in via Valleggio, e ai colleghi dei distaccamenti di Dongo, Menaggio, Erba e Canzo. Hanno operato anche gli specialisti Saf, esperti nelle tecniche di soccorso in ambienti impervi, e Tas, specializzati nella topografia applicata al soccorso. Erano altresì presenti operatori provenienti da Lecco e Milano con dispositivi per la localizzazione dei telefoni cellulari; sono stati impiegati i droni del nucleo Sapr dei Vigili del fuoco e il nucleo cinofilo. Sul luogo dell’intervento si sono portati inoltre il personale sanitario del 118, i carabinieri e i volontari del Soccorso alpino. Stefanoni era, appunto, sposato e padre di due figlie.
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