De Amicis di Lecco, Neocos: «Ritardi causati dal teleriscaldamento, nessuna responsabilità dell’impresa»

La società appaltatrice dei lavori interviene con una dura lettera e attribuisce lo slittamento del cantiere a problemi legati all’allaccio del teleriscaldamento e alla pianificazione comunale. «Inaccettabile pagare, anche mediaticamente, per mancanze di altri»

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Lecco

La riqualificazione della De Amicis è in ritardo, ma la ditta appaltatrice punta il dito contro la gestione pubblica e l’amministrazione uscente guidata da Mauro Gattinoni. Questo il senso della lettera durissima di Neocos srl, impresa novarese responsabile dei lavori, la quale chiama in causa direttamente l’ex amministrazione.

«Anzitutto è opportuno precisare che ciascuna delle proroghe – spiega l’impresa - è stata frutto di oggettive necessarie integrazioni o modifiche al progetto o alle stesse lavorazioni sviluppate in corso d’opera, oltre che di approvazione da parte del Comune di Lecco, e che oggi l’impresa non si trova in alcuna condizione di ritardo o, peggio, in penale sui tempi derivanti dal prosieguo della propria attività».

Lo scorso aprile il termine di fine lavori era stato spostato al 30 giugno. «La consegna delle opere – prosegue Neocos - alla fine del mese di giugno non è stata perseguibile per cause completamente estranee alle scelte e competenze operative di Neocos. Solo in data 22/06/2026 è stato possibile per mezzo di Acinque spa provvedere all’allaccio dello stabile all’impianto del teleriscaldamento comunale, ancorché richiesto e sollecitato da Neocos e dalla direzione dei lavori sin dallo scorso mese di gennaio 2026. Il rispetto del cronoprogramma dei lavori presupponeva l’allaccio e il funzionamento dell’impianto entro e non oltre la fine del mese di aprile. Peccato che questo allaccio, che porterà l’acqua calda necessaria per il riscaldamento alla scuola che non la produce in proprio per scelte legate a volontà di progetto pregresse, potrà diventare funzionale ed efficace solo al termine degli stessi lavori complessivi della rete di teleriscaldamento. Neocos e la direzione lavori lo hanno appreso solo il 22/06, quando si è sperato di poter finalmente collaudare l’impianto di riscaldamento della scuola e si è scoperto che l’acqua calda, necessaria anche per la prova degli impianti, non potrà arrivare forse prima della fine del prossimo mese di agosto, a seguito della fine dei lavori di teleriscaldamento cittadino».

Dal rispetto del termine di fine lavori del 30 giugno dipendeva la possibilità di far rientrare gli alunni della De Amicis e dell’infanzia Damiano Chiesa in via Amendola a settembre e spostare nei moduli di via Castagnera gli alunni del Bertacchi, interessato a sua volta da un approfondita riqualificazione. «Da qui – aggiunge Neocos - la necessità di un’ulteriore proroga per la fine lavori della scuola che certamente è da ricondurre ad una non corretta pianificazione a livello complessivo del piano di sviluppo comunale. Non basta spingere le singole imprese, anche con sistemi spesso poco “garbati”, al rispetto dei tempi contrattuali, che qui sono comunque pienamente rispettati. Occorre che anche chi fa azione politica e tecnica di pianificazione dialoghi con le esigenze dei singoli cantieri. Tantopiù se le scelte provengono dalle stesse persone e riguardano sempre l’interesse comune. Fare l’impianto interno alla scuola è sicuramente compito di Neocos. Completare gli impianti di teleriscaldamento cittadino e portare acqua alla scuola nei tempi necessari, ovvero fine aprile, era certamente compito dell’amministrazione comunale. Inaccettabile che l’impresa “paghi” ora, anche solo in termini mediatici, mancanze di altri».

In conclusione, l’impresa novarese spiega che «oggi la fine lavori complessiva prevista per quest’opera è il 27/09/2026, ma si garantiranno comunque consegne parziali dell’edificio anche prima» e esprime «il proprio rammarico per l’ennesima occasione persa di poter far convergere davvero gli obbiettivi tra l’ente pubblico e il soggetto privato».

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