Ecosistema Urbano 2026: Lecco e Sondrio sopra la media, ma il trasporto pubblico frena
Lecco brilla per rifiuti (76% di differenziata) e rete idrica, ma soffre per l’ozono e il poco verde; Sondrio punta su ciclabili, aria pulita e parchi, ma perde il 41,6% dell’acqua e ha la differenziata ferma al 55,2%.
Lettura 2 min.Lecco e Sondrio si collocano sopra la media dei capoluoghi italiani ma restano lontane dai risultati migliori della Lombardia. È il quadro che emerge da Ecosistema Urbano 2026, il rapporto annuale di Legambiente che valuta la sostenibilità ambientale delle città capoluogo. Lecco si classifica al 42° posto su 106 città con un punteggio del 58,72%, mentre Sondrio segue al 47° posto con il 58,13%.
Lecco e Sondrio superano entrambe la media nazionale, pari al 55,72%, ma restano sotto quella dei dodici capoluoghi lombardi, che raggiunge il 64,53%. In graduatoria regionale Lecco è ottava e Sondrio decima. Davanti si trovano Mantova, prima in Italia, poi Cremona, Bergamo, Brescia, Pavia, Lodi e Varese. Dietro restano soltanto Como, Milano e Monza.
Dietro a punteggi quasi sovrapponibili emergono però caratteristiche molto diverse. Lecco mostra risultati migliori nella gestione dell’acqua e dei rifiuti, mentre Sondrio si distingue per la qualità dell’ambiente urbano, la mobilità ciclabile e l’aria più pulita.
Sul fronte della qualità dell’aria, il dato che pesa maggiormente per Lecco riguarda l’ozono. Nel 2025 sono stati registrati 72 giorni di superamento delle soglie, contro una media lombarda di 48,8 e una nazionale di 27,1. Solo un capoluogo italiano presenta un valore peggiore. Sondrio, al contrario, si ferma a nove giorni. Per quanto riguarda le polveri sottili, entrambe restano sotto la media regionale: il PM10 è pari a 19 microgrammi per metro cubo a Lecco e 21 a Sondrio, contro i 25 lombardi. Il PM2,5 si attesta rispettivamente a 13 e 16 microgrammi per metro cubo. Sul biossido di azoto Lecco raggiunge i 24 microgrammi per metro cubo, in linea con la media regionale, mentre Sondrio si ferma a 20.
Tra i punti di forza del capoluogo lecchese spicca la rete idrica. Le dispersioni si fermano al 19,3% dell’acqua immessa, meno della media lombarda del 21,2% e molto al di sotto del 34,7% nazionale. Sondrio registra invece una perdita del 41,6%, oltre il doppio rispetto a Lecco e superiore anche al dato medio italiano. I consumi domestici risultano elevati in entrambe le città, con 163 litri per abitante al giorno a Lecco e 160 a Sondrio.
Netto anche il divario nella raccolta differenziata. Lecco raggiunge il 76%, superando sia la media regionale sia quella nazionale. Sondrio si ferma al 55,2%, oltre dieci punti sotto il valore medio italiano. La produzione di rifiuti è invece simile: 500 chilogrammi per abitante all’anno a Lecco e 503 a Sondrio.
Uno dei ritardi comuni riguarda il trasporto pubblico. Lecco registra 24 viaggi per abitante all’anno, mentre Sondrio si ferma a quattro, uno dei valori più bassi del Paese. La media italiana è di 75,3 viaggi e quella lombarda supera quota 106. Anche l’offerta di servizio resta contenuta: 22 vetture-chilometro per abitante a Lecco e sette a Sondrio.
La situazione si ribalta quando si guarda alla mobilità ciclabile. Sondrio dispone di 25 metri equivalenti di infrastrutture ciclabili ogni 100 abitanti, molto sopra le medie regionale e nazionale. Lecco si ferma a 10,7 metri, sostanzialmente in linea con il dato italiano.
Il capoluogo valtellinese spicca anche per la dotazione di verde urbano. Con 45,2 metri quadrati di verde accessibile per abitante è il terzo capoluogo italiano, quasi il doppio della media lombarda e più del doppio di quella nazionale. Lecco registra invece 10,4 metri quadrati per abitante. Anche il numero di alberi nelle aree pubbliche favorisce Sondrio, con 21 alberi ogni 100 residenti contro i 12 di Lecco.
Sul fronte energetico, Sondrio mostra una maggiore diffusione del fotovoltaico sugli edifici pubblici, con 10,2 kilowatt installati ogni mille abitanti rispetto ai 2,68 di Lecco. Il capoluogo lecchese ottiene però un riconoscimento nelle politiche di adattamento climatico, grazie alla presenza del Piano del Verde, del Piano di Adattamento e di interventi contro le isole di calore urbane.
Nel complesso, il rapporto evidenzia due percorsi differenti verso la sostenibilità. Lecco può contare su una gestione efficiente della rete idrica e dei rifiuti, ma deve intervenire su qualità dell’aria, verde urbano e produzione di energia rinnovabile. Sondrio parte da una buona dotazione ambientale e da una migliore qualità dell’aria, ma deve recuperare terreno sulle perdite della rete idrica, sulla raccolta differenziata e soprattutto sul trasporto pubblico locale.
La sfida che accomuna entrambi i capoluoghi resta quella della mobilità. Sia Lecco sia Sondrio risultano infatti sotto la media nazionale sia per numero di passeggeri trasportati sia per offerta di servizio, confermando uno dei principali nodi su cui si giocherà una parte importante delle future politiche urbane.
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