Cronaca /
Martedì 07 Luglio 2026
Funghi, un controllo su tre rivela esemplari non sicuri. L’appello di Ats Brianza: «Fateli sempre verificare»
Il servizio di controllo gratuito è attivo per prevenire avvelenamenti. Nel 2025, il 31% dei campioni esaminati era a rischio. Sono stati inoltre registrati cinque episodi di sospetta intossicazione
Lettura 1 min.Lecco
Con l’avvio della stagione di crescita dei funghi spontanei, ATS Brianza rinnova l’invito ai cittadini alla prudenza, ricordando che il consumo di funghi raccolti nei boschi dovrebbe avvenire solo dopo il controllo da parte di personale qualificato. L’obiettivo è prevenire intossicazioni e avvelenamenti, anche di grave entità.
A disposizione dei cittadini c’è il servizio gratuito di controllo e certificazione della commestibilità dei funghi freschi spontanei destinati all’autoconsumo, svolto dall’Ispettorato Micologico del Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione (SIAN), presente con diverse sedi sul territorio.
I controlli vengono effettuati da Micologi qualificati, in grado di identificare le diverse specie e individuare eventuali esemplari tossici, non commestibili o alterati. ATS Brianza sottolinea come non esistano metodi empirici affidabili per distinguere un fungo commestibile da uno velenoso: soltanto una valutazione specialistica può garantire la sicurezza del prodotto.
I dati raccolti nel 2025 confermano l’importanza del servizio. Nei primi mesi dell’anno il SIAN ha effettuato 189 controlli sui funghi portati dai cittadini, esaminando complessivamente oltre 261 chilogrammi di prodotto. Di questi, più di 82 chilogrammi sono stati confiscati perché risultati tossici, non commestibili, alterati o comunque non idonei al consumo. In termini percentuali, circa il 31% dei funghi sottoposti a verifica è stato giudicato non sicuro.
Nel corso del 2025 sono stati inoltre registrati cinque episodi di sospetta intossicazione da funghi nei territori di Lecco, Desio e Vimercate, che hanno coinvolto complessivamente otto persone. Secondo ATS Brianza, in diversi casi le problematiche sono state ricondotte al consumo di funghi spontanei non correttamente identificati, conservati oppure preparati e cotti in modo non adeguato.
Per questo i Micologi del SIAN invitano tutti i raccoglitori, ma anche chi riceve funghi in regalo, a farli controllare prima di portarli in tavola.
L’azienda sanitaria ricorda inoltre alcune regole fondamentali per la corretta conservazione: i funghi devono essere trasportati in contenitori rigidi e aerati, conservati in un ambiente fresco o in frigorifero e consumati nel più breve tempo possibile, sempre dopo un’adeguata cottura.
Particolare attenzione va riservata al fatto che alcune specie richiedono specifici trattamenti preliminari e che la cottura insufficiente non è sempre sufficiente a eliminare le sostanze tossiche. Le tossine presenti nelle specie più pericolose, infatti, non vengono inattivate né dalla cottura né dall’essiccazione.
Tra le raccomandazioni rivolte alla popolazione figurano anche il divieto di consumare funghi in caso di dubbi sulla loro identificazione, l’invito a evitare il consumo di funghi crudi o poco cotti e la raccomandazione di non servirli a bambini piccoli, donne in gravidanza, anziani e persone con particolari condizioni di salute.
In caso di comparsa di sintomi sospetti dopo il consumo di funghi, ATS Brianza invita a rivolgersi immediatamente al Pronto Soccorso, portando con sé eventuali avanzi dei funghi consumati, utili per agevolare l’identificazione della specie e il trattamento sanitario.
L’accesso all’Ispettorato Micologico è gratuito e avviene esclusivamente su appuntamento telefonico, contattando una delle sedi territoriali del servizio.
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